Category : Il Sole 24 ORE

Obiettivo Fisco semplice – tre punti su cui la delega può imprimere la svolta

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Razionalizzare, semplificare e rendere più efficiente il sistema fiscale, ridurre la tassazione sulle componenti produttive, mantenere la progressività e ridurre l’evasione: sono queste le linee guida del Ddl sulla riforma fiscale varato dal Consiglio dei ministri del 5 ottobre.

Sono obiettivi assolutamente condivisibili, in linea con le indicazioni ricevute dalle commissioni parlamentari. Bisogna però notare che sono gli stessi obiettivi che ogni tentativo di riforma degli ultimi decenni si è posto, quasi sempre con miseri risultati.

La delega fiscale va riempita di contenuti, prima dal Parlamento e poi dai decreti legislativi delegati: è sul coraggio e sulla forza innovativa di questi contenuti che si gioca la partita della riforma, perché il rischio è incappare nell’ennesima revisione di piccoli aspetti (aliquote, scaglioni, coefficienti di deduzione o ammortamento) lasciando inalterate le (perverse) logiche di fondo del sistema attuale.

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Addizionale Ires da manovrare con cautela

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

In tema di riforma fiscale, l’aspetto su cui si è verificata la maggiore convergenza tra le varie forze politiche è senza dubbio la soppressione dell’Irap. Si tratta, come evidenziato dalla relazione congiunta delle commissioni parlamentari, di riassorbire il gettito Irap in quello dei tributi esistenti.

Per raggiungere questo obiettivo l’ipotesi operativa più facile da attuare è la trasformazione dell’Irap in una sovrimposta Ires o Irpef.

Tuttavia, anche una soluzione così apparentemente semplice genera alcune criticità di fondo, soprattutto in tema di soggetti obbligati e di determinazione della base imponibile.

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Poche norme che servono davvero al fisco d’impresa

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Nel dibattito pubblico sulla riforma fiscale il grande assente è il reddito di impresa. Si discute di aliquote Irpef, detrazioni, flat tax, persino di imposte di successione, ma spesso si dimentica che urge una revisione delle modalità di tassazione dei redditi prodotti dal cuore del sistema produttivo. Il sistema impresa ha bisogno di modifiche normative e semplificazioni per rendere accettabile il carico tributario e la gestione della burocrazia fiscale. Gli interventi necessari possono essere raggruppati in tre filoni principali.

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Per la crescita pesano i vincoli sui soci e sui diritti di voto

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

La situazione giuridica delle società tra professionisti è l’ennesima dimostrazione di come norme e giurisprudenza siano spesso scollegate dalla realtà: da un lato aumenta l’interesse verso questo strumento giuridico innovativo, dall’altro vincoli normativi eccessivi e incertezze applicative ne impediscono un vero e proprio decollo.

In campo fiscale, non ci sono solo i dubbi generati dalla recente sentenza della Cassazione. Ci sono anche problemi nell’affrontare il passaggio dagli studi individuali o dagli studi associati alla Stp e viceversa. La trasformazione dello studio associato o il “conferimento” dello studio singolo sono operazioni in chiaroscuro che presentano criticità fiscali, con il rischio di essere qualificate come atti realizzativi che generano materia imponibile, così come il passaggio da Stp a studio associato può generare plusvalenze da destinazione a finalità estranee al regime d’impresa.

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Prassi aziendali monitorate per ridurre i rischi fiscali

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Le procedure per il controllo dei comportamenti fiscali sono destinate a diventare un tema centrale, soprattutto per le grandi aziende, nei prossimi anni.

Il Fisco sta infatti gradatamente evolvendo da una metodologia di accertamento basata sulla catastalizzazione del reddito (società di comodo, parametri, studi di settore) a una forma premiale che incentivi l’adozione spontanea di comportamenti corretti e di strumenti di controllo.

Si è vista questa evoluzione per i soggetti minori: pensiamo alla norma che consente di ridurre il periodo di accertamento nei confronti dei lavoratori autonomi e delle imprese che adottano esclusivamente sistemi di pagamento diversi dal contante.

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Sulle ricapitalizzazioni oggi tocca ai soci, bonus residuo alle società

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Comincia oggi alle 14, con il primo dei due click day in programma, la corsa ai crediti di imposta per la ricapitalizzazione delle imprese.

La prima scadenza, fissata dal provvedimento dell’11 marzo, riguarda i soci delle società di capitali che hanno apportato risorse per aumenti di capitale chiusi entro la fine del 2020. La norma di riferimento (l’articolo 26 del Dl 34/20), infatti, è stata modificata ed estesa al primo semestre del 2021, ma solo per il credito spettante alle società.

Per i soci, invece, l’unica finestra è quella degli aumenti di capitale deliberati dal 20 maggio 2020 e conclusi con il versamento integrale entro il 31 dicembre 2020.

Ricordiamo che, anche se la trafila normativa (legge, decreto attuativo e provvedimento dell’Agenzia) si è conclusa, questo istituto non ha mai ricevuto chiarimenti ufficiali, sia pure in presenza di diversi dubbi.

 

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Ricapitalizzazioni, il click day spinge ad accelerare i bilanci

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Il credito di imposta per la ricapitalizzazione è entrato nella fase applicativa: con il provvedimento 11 marzo 2021 del direttore delle Entrate sono stati resi noti i modelli per le istanze e i termini di presentazione. Negli scorsi giorni, sono arrivati i chiarimenti dell’Abi (circolare 591 del 16 marzo 2021), mentre l’Agenzia non si è finora espressa.

 

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Risultato 2020 o deduzioni future: trade-off per i bilanci in chiusura

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Si ottengono benefici diversi se prima della rivalutazione si ferma l’ammortamento. Alcune delle norme speciali non cambiano la percezione dei conti da parte di terzi.

 

Le società che si accingono ad approvare i bilanci 2020 dispongono di diverse norme di favore, ma nell’applicazione concreta di queste disposizioni devono tenere conto di una serie di aspetti critici.

Oltre al rinvio del termine di approvazione nei 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio (articolo 106 del Dl 18/20), le altre disposizioni di interesse riguardano continuità aziendale e perdite, imputazione degli ammortamenti e rivalutazione.

 

Mancano ancora alcuni tasselli per rivalutare con certezza.

 

Si attendono chiarimenti su fabbricati, immateriali e operazioni straordinarie.

 

Per l’applicazione definitiva delle norme sulla rivalutazione mancano ancora alcuni chiarimenti su questioni particolari. Senza sottovalutare la possibilità che su alcuni aspetti, come il riallineamento e le regole sui beni immateriali non iscritti in bilancio, intervengano alcune modifiche normative nelle prossime settimane (si veda Il Sole 24 Ore del 12 marzo).

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Come ripensare gli incentivi alle aggregazioni

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

 

Oggi non si premiano le fusioni di aziende sane e l’aiuto è “tarato” su imprese molti grandi.

 

La riforma fiscale – uno dei temi principali allo studio del nuovo Governo – pare per ora focalizzata sulla revisione della tassazione personale (la curva dell’Irpef e il sistema delle detrazioni). Si dovrebbe però cogliere l’occasione per rivedere la disciplina delle agevolazioni fiscali, con particolare riguardo all’obiettivo di rendere più adeguate in termini dimensionali le aziende italiane rispetto ai competitor internazionali.

 

Si tratta di un tema importante, non a caso sempre al centro di “tentativi” di intervento normativo, su cui si gioca il ruolo della variabile fiscale come stimolo al comportamento degli operatori: la spinta delle agevolazioni fiscali per promuovere la crescita dimensionale delle imprese premiando le operazioni di aggregazione.

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Beni strumentali e Industria 4.0: tax planning per gli acquisti 2021

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

 

Il credito d’imposta dipende dal cespite e dal momento in cui avviene l’investimento. Le nuove norme della legge di Bilancio suggeriscono di pianificare bene le mosse.

 

Il premio fiscale per gli acquisti di beni strumentali, materiali e immateriali, è stato riscritto dalla legge di Bilancio 2021 (legge 178/20) mantenendo come base la versione precedente, che prevede un credito d’imposta e non più una maggiorazione ai fini del calcolo degli ammortamenti. Il quadro delle misure agevolative è piuttosto strutturato, perché l’ammontare del credito dipende da due variabili: il tipo di bene strumentale che viene acquisito e il momento in cui viene effettuato l’investimento.

 

Incerto il cambio “in corsa” per le vecchie prenotazioni.

Non è ancora chiaro se si possono applicare le nuove condizioni se più favorevoli.

Sui temi della rivalutazione e del credito per investimenti la legge di Bilancio 2021 si è sovrapposta a norme precedenti ancora in vigore, prevedendo però disposizioni più favorevoli. Ciò crea qualche problema di raccordo, sul quale la stesse legge 178/2020 nulla dispone.

 

 

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