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La trasformazione societaria: aspetti fiscali

Gli aspetti fiscali della trasformazione societaria sono l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito. Questo approfondimento segue quello sugli aspetti civilistici e contabili connessi all’operazione. Di seguito l’indice completo:

1. Imposte dirette

    • 1.1. Trasformazione omogenea 
      • 1.1.1. Periodi di imposta e data di effetto fiscale dell’operazione 
      • 1.1.2. Riporto delle perdite fiscali 
    • 1.2. Trasformazione eterogenea 
      • 1.2.1. Trasformazione eterogenea regressiva 
      • 1.2.2. Trasformazione eterogenea progressiva 
    • 1.3. Particolari tipologie di trasformazioni 
      • 1.3.1 La trasformazione di società semplici 
      • 1.3.2. La trasformazione di società di fatto in società di capitali
      • 1.3.3. La trasformazione da società a impresa individuale 
    • 1.4. Riserve di utili “ante trasformazione” 
      • 1.4.1. Riserve e “trasformazione progressiva” 
      • 1.4.2. Riserve e “trasformazione regressiva”
      • 1.4.3. Distribuzione delle riserve 
      • 1.4.4. Riserve e trasformazione eterogenea
    • 1.5. Obblighi e adempimenti tributari 
      • 1.5.1. Versamenti e dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi
      • 1.5.2. Versamenti e dichiarazioni ai fini IRAP 

2. Imposte indirette

    • 2.1. Obblighi e adempimenti in materia di IVA 
    • 2.2. Imposte di registro, ipotecaria, catastale 

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La trasformazione: aspetti civilistici e contabili

La trasformazione è l’operazione mediante la quale un soggetto muta la propria veste giuridica per assumerne una nuova e diversa. È questo l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

Di seguito l’indice completo:

Aspetti civilistici

    • 1. La pubblicità e l’invalidità della trasformazione
    • 2 Data di effetto della trasformazione
    • 3 La trasformazione da società di persone a società di capitali
      • 3.1. Nomina del perito
      • 3.2. La redazione della perizia di stima
      • 3.3. La revisione delle valutazioni
      • 3.4 Approvazione della trasformazione da società di persone in società di capitali
      • 3.5. Assegnazione delle partecipazioni
      • 3.6. Responsabilità dei soci
      • 3.7 Adempimenti civilistici per la trasformazione da società di persone in società di capitali
    • 4 Trasformazione omogenea (da società di capitali a società di persone)
      • 4.1. La relazione illustrativa
      • 4.2. Il quorum deliberativo
      • 4.3. Responsabilità illimitata dei soci e strumenti di tutela della minoranza
      • 4.4. Assegnazione delle partecipazioni ai soci
      • 4.5. Adempimenti civilistici per la trasformazione da società di capitali in società di persone
    • 5. Trasformazione omogenea (tra società di persone o tra società di capitali)
      • 5.1. Trasformazione tra società di persone
      • 5.2. Trasformazione tra società di capitali
    • 6 Trasformazione eterogenea
      • 6.1 Trasformazione eterogenea (da società di capitali)
        • 6.1.1. I soggetti
        • 6.1.2. La deliberazione
      • 6.2. Trasformazione eterogenea (in società di capitali)
        • 6.2.1 I soggetti e i limiti
        • 6.2.2. La deliberazione
        • 6.2.3 L’opposizione dei creditori

Aspetti contabili

    • 1. Trasformazioni omogenee
      • 1.1. Scritture e adempimenti contabili della società trasformanda
        • 1.1.1. La rettifica dei valori delle attività e delle passività
        • 1.1.2. Il capitale netto di trasformazione
        • 1.1.3. Conguagli tra i soci
        • 1.1.4. Il trasferimento delle attività e passività alla società trasformata e le scritture di chiusura
        • 1.1.5. Apertura dei conti della società trasformata
      • 2. Trasformazioni eterogenee
        • 2.1. Trasformazione eterogenea da società di capitali
        • 2.2. Trasformazione eterogenea in società di capitali
      • 3. I bilanci nella trasformazione
          • 3.1. Il bilancio di chiusura della società trasformanda
          • 3.2. Il bilancio di apertura della società trasformata

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La disciplina degli interessi passivi per i soggetti Ires

La disciplina degli interessi passivi per i soggetti Ires è l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito. La disposizione in esame è stata riscritta dall’articolo 1, comma 1 del D. Lgs. 29 novembre 2018 n. 142, il quale ha recepito la Direttiva UE 12 luglio 2016 n. 11642. Le modifiche introdotte hanno effetto a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (ovvero dal 1 gennaio 2019 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente all’anno solare), fatta salva l’applicazione del regime transitorio previsto dal decreto.
Di seguito l’indice completo del documento:
  • 1. Ambito soggettivo
    • 1.1 Soggetti interessati
    • 1.2 Soggetti esclusi 
  • 2. Le regole di calcolo
    • 2.1 Gli interessi rilevanti
    • 2.2. Gli interessi esclusi
    • 2.3. Le regole di deducibilità degli interessi passivi
    • 2.4. Il riporto in avanti delle eccedenze di interessi passivi e attivi
      • 2.4.1. Riporto in avanti degli interessi passivi
      • 2.4.2. Riporto in avanti degli interessi attivi 
    • 2.5 Il ROL fiscale
    • 2.6 Il riporto in avanti del ROL fiscale 
  • 3. Rapporti con la disciplina del consolidato fiscale 
  • 4. Disciplina transitoria 
    • 4.1 Riporto in avanti degli interessi passivi generatisi in applicazione della disciplina previgente
    • 4.2 Riporto del ROL eccedente generatosi fino al 31 dicembre 2018 
    • 4.3 Componenti contabilizzati nel bilancio al 31 dicembre 2018 con rilevanza fiscale negli esercizi successivi
    • 4.4 Componenti fiscali con segno negativo di rettifica di componenti rilevati in periodi d’imposta precedenti

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Credito per le imposte pagate all’estero

L’articolo 165 del Tuir disciplina il credito d’imposta che viene riconosciuto ai contribuenti residenti per i redditi prodotti all’estero per i quali sussiste l’obbligo di dichiarazione in Italia. È questo l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

L’impianto del credito d’imposta disciplinato dall’articolo 165 del Tuir prevede:

  1. la rilevanza delle perdite pregresse nel calcolo del reddito complessivo
  2. l’individuazione giuridica dei redditi esteri;
  3. la possibilità, a determinate condizioni, di effettuare la detrazione del credito d’imposta nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è dichiarato il relativo reddito;
  4. la previsione, per i redditi d’impresa, di un meccanismo di riporto, per un periodo pari ad otto esercizi, della quota d’imposta estera eccedente la quota d’imposta italiana relativa al reddito estero;
  5. l’espresso riconoscimento del credito d’imposta in misura proporzionale alla quota di reddito estero che concorre alla formazione della base imponibile in Italia.

Di seguito l’indice completo del documento, aggiornato al 30 giugno 2019.

  1. Premessa
  2. Requisiti per il riconoscimento del credito
    1. Definitività delle imposte pagate all’estero
    2. Assimilazione delle imposte versate all’estero all’imposta sul reddito italiana
    3. Concorso del reddito estero alla formazione del reddito complessivo
  3. Determinazione del credito d’imposta
    1. Rapporto tra reddito estero e reddito complessivo
    2. Elementi rilevanti ai fini della determinazione del credito di imposta
    3. Credito d’imposta estero nell’accertamento
  4. Riporto delle imposte estere 
  5. Rapporto tra la norma e la disciplina convenzionale

Il trattamento fiscale dei dividendi ai fini Irpef

Il trattamento fiscale dei dividendi ai fini Irpef è l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

Il documento prende in esame anche la recente risoluzione  n. 56/E del 6 giugno 2019 con cui l’Agenzia delle Entrate ha precisato che anche le distribuzioni di dividendi effettuate a favore di persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate deliberate entro il 31 dicembre 2017 ed eseguite a partire dal 1 gennaio 2018 mantengono il previgente regime impositivo (pertanto, le stesse non scontano la ritenuta a titolo d’imposta del 26%).

Di seguito l’indice completo:

  1. Utili da partecipazione
    1. Dividendi di fonte nazionale
      1. La disciplina generale
    2. Dividendi di fonte estera
      1. Dividendi di fonte estera provenienti da stati o territori diversi da quelli privilegiati (non black list)
      2. Dividendi di fonte estera provenienti da stati o territori privilegiati
        1. Il controllo di società residenti in stati o territori “black list
        2. La tassazione dei dividendi nel passaggio tra la maturazione e la percezione degli utili
        3. Casi di esonero dalla tassazione integrale degli utili black list
  2. Presunzione di distribuzione delle riserve di utili
  3. Distribuzione di utili in natura
  4. Somme che non costituiscono utili
  5. Aumenti e riduzioni di capitale
  6. Tassazione del recesso in capo ai soci

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La disciplina delle Controlled Foreign Companies (CFC)

La disciplina relativa alle cosiddette “Controlled Foreign Companies Legislation” (CFC) è stata recentemente riformata dall’articolo 4 del D.Lgs. 29 novembre 2018 n. 142, attuativo della Direttiva UE 2016/1164 (c.d. “Direttiva ATAD”), recante norme di contrasto alle pratiche di elusione fiscale. È questo l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

Per effetto di queste novità:

  • nessuna rilevanza deve essere più attribuita alla localizzazione della società estera partecipata in un Paese classificabile tra quelli “black list” ovvero “white list”;
  • la disciplina delle CFC può essere disapplicata nell’ipotesi di svolgimento di un’attività economica effettiva da parte della società estera nello Stato o territorio estero mediante l’impiego di personale, attrezzature, altre attività e locali.

Di seguito l’indice completo del documento, aggiornato al 30 aprile 2019.

  1. Chi deve applicare la CFC Rule
  2. Il requisito del controllo del soggetto estero
    1. Il controllo diretto
    2. Il controllo indiretto
    3. La verifica del requisito del controllo
  3. I requisiti dei soggetti esteri
    1. Le modalità di calcolo del tax rate effettivo
    2. Passive income test
  4. Determinazione dei redditi conseguiti dal soggetto estero
    1. Le disposizioni applicabili
    2. I valori di bilancio di inizio periodo
  5. Imputazione e tassazione dei redditi conseguiti dal soggetto estero
  6. Utili distribuiti dal soggetto estero
    1. Esclusione dalla formazione del reddito del soggetto residente degli utili distribuiti dalla società non residente
      1.  Catena di controllo
      2. Cessione della partecipazione nel soggetto estero
    2. Credito d’imposta per le imposte pagate all’estero
    3. La dichiarazione dei redditi
  7. Disposizioni antielusive
  8. Disapplicazione della disciplina cfc
  9. Le istanze di interpello
  10. L’obbligo del contraddittorio anticipato
  11. L’obbligo di separata indicazione nella dichiarazione dei redditi

La scissione: aspetti fiscali – agg. 31/03/2019

Gli aspetti fiscali relativi all’operazione di scissione sono disciplinati dall’articolo 173 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR). La norma fa riferimento in particolare: alla neutralità dell’operazione (in capo alla società e ai soci); al trattamento delle posizioni soggettive della società scissa; alle modalità di ripartizione delle riserve tra le società partecipanti; alla retroattività fiscale dell’operazione; agli obblighi ed agli adempimenti tributari in capo alle società partecipanti.

È questo il tema che viene approfondito nel nuovo Strumento mensile disponibile, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito. Questo aggiornamento a cura dei professionisti CLA Consulting tiene conto di tutte le novità normative intervenute in materia fino alla risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello n. 53 del 13/02/2019

Ecco l’indice completo del documento.

1. Imposte dirette

  1. Neutralità della scissione
    1. Neutralità in capo alle società partecipanti
    2. Neutralità in capo ai soci
  2. L’affrancamento del disavanzo da scissione
    1. L’imposta sostitutiva sui disallineamenti tra i valori civili e fiscali dei beni ricevuti dalla società scissa
    2. Il riallineamento delle attività immateriali e delle altre attività
    3. Il bonus aggregazioni previsto dal Decreto Crescita
  3. Le posizioni soggettive della società scissa
  4. Il trattamento dei fondi
    1. Fondi di accantonamento della società scissa
    2. Riserve di utili
    3. Riserve in sospensione d’imposta
  5. Le perdite fiscali
  6. Retroattività della scissione
  7. La scissione senza effetti retroattivi
  8. Obblighi e adempimenti tributari
    1. Dichiarazione dei redditi e versamenti
    2. Dichiarazioni e versamenti ai fini IRAP
    3. Dichiarazioni dei sostituti d’imposta e versamenti delle ritenute
  9. La responsabilità solidale delle società partecipanti
  10. Gli effetti fiscali della scissione sul costo della partecipazione dei soci
  11. Gli effetti della scissione sul regime di consolidato fiscale
    1. Scissioni che non interrompono la tassazione di gruppo
    2. Scissioni che interrompono la tassazione di gruppo

2. Le imposte indirette

3. Le scissioni transfrontaliere

  1. Il regime fiscale applicabile alle scissioni transfrontaliere
  2. Le perdite fiscali
  3. Le riserve in sospensione d’imposta

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La Scissione: aspetti civilistici e contabili – agg. 28/02/2019

L’operazione di scissione è disciplinata dagli articoli 2506 e seguenti del Codice Civile. È questo l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting disponibile nella sezione dedicata del nostro sito. Di seguito l’indice completo del documento, aggiornato a febbraio 2019:

Aspetti civilistici

  1. I documenti necessari per l’operazione
    1. Progetto di scissione
    2. Divieto di assegnazione di azioni o quote
    3. Scissione non proporzionale
    4. Mancata indicazione nel progetto di elementi patrimoniali
    5. Situazione patrimoniale
    6. Relazione degli amministratori
    7. Relazione degli esperti
  2. La delibera e l’atto di scissione
    1. Deposito degli atti in vista dell’assemblea
    2. Approvazione delle assemblee delle società partecipanti
    3. Iscrizione delle delibere presso il registro delle imprese
    4. Atto di scissione
    5. Effetto della scissione
    6. Firma digitale degli atti
  3. Tipologie particolari di scissione
    1. La scissione negativa
    2. La scissione asimmetrica
    3. La scissione inversa

Aspetti contabili

  1. Le scritture contabili di scissione
  2. Il bilancio di chiusura della scissa
  3. Il bilancio di apertura della beneficiaria
  4. Primo bilancio della beneficiaria post scissione

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Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo è il tema del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting. L’incentivo è riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020.

L’obiettivo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo è di far crescere gli investimenti privati nel comparto R&D, considerando meritevoli del credito d’imposta gli effettivi incrementi di spesa complessiva in attività di ricerca e sviluppo rispetto agli investimenti riferibili agli anni della media. Sono agevolabili le spese connesse agli investimenti in attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale rappresentate da:

  • costi per il personale impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo,
  • contratti di ricerca “extra-muros”, stipulati con università, enti di ricerca, imprese e start-up innovative,
  • quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio e spese relative a competenze tecniche e privative industriali.

Ecco l’indice completo del documento che può essere consultato e scaricato liberamente insieme a tutti gli arretrati nella sezione dedicata del nostro sito.

  1. Premessa
  2. Fonti di riferimento
  3. I soggetti che possono beneficiare del credito
  4. I costi di ricerca e sviluppo agevolabili
    1. I costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo
    2. Le quote di ammortamento delle spese per strumenti e attrezzature di laboratorio
    3. Le spese per contratti di ricerca “extra-muros”
    4. Le spese per competenze tecniche e brevetti
    5. Spese per attività di certificazione contabile
  5. I costi esclusi
  6. La quantificazione dei costi di ricerca e sviluppo agevolabili
  7. Modalità di calcolo
  8. Rilevazione contabile
    1. Contributo in conto esercizio
    2. Contributo in conto capitale
  9. Obblighi documentali e altri adempimenti
  10. L’utilizzo del credito di imposta

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Interpelli e accordi preventivi con il fisco

Interpelli, istanze e accordi preventivi col fisco sono gli argomenti del nuovo Strumento consultabile liberamente nella sezione dedicata del nostro sito, insieme alle altre pubblicazioni monografiche su temi fiscali e tributari curate dai professionisti CLA Consulting.

L’istituto dell’interpello (previsto dall’articolo 11 della Legge 212/2000) consente ai contribuenti di conoscere l’interpretazione dell’Amministrazione Finanziaria alle norme, che regolano casi concreti e personali.

L’istanza è la modalità di presentazione di un interpello. Si compila in forma libera, è esente da bollo e deve essere sottoscritta dal contribuente con firma autografa e presentata prima della scadenza dei termini previsti per gli obblighi tributari cui fa riferimento.

L’accordo preventivo, invece, rappresenta uno strumento di dialogo con l’Amministrazione finanziaria riservato alle imprese che esercitano attività internazionale. Questa procedura è finalizzata alla stipula di accordi preventivi, con principale riferimento ad alcuni ambiti tra cui:

  • regime dei prezzi
  • trasferimento della residenza fiscale
  • attribuzione di utili o perdite
  • stabile organizzazione
  • dividendi, interessi, royalties

Di seguito l’indice del documento che può essere consultato e scaricato liberamente dal nostro archivio.

  1. Premessa
  2. Istanza e invio dell’interpello
  3. Modalità di presentazione dell’istanza
    1. L’interpello ordinario
    2. L’interpello probatorio
    3. L’interpello anti abuso
    4. L’interpello disapplicativo
    5. L’interpello sui nuovi investimenti
    6. Gli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale
  4. Termini di invio e avvenuto ricevimento
  5. Regolarizzazione e trasmissione di ulteriore documentazione
  6. Modalità di risposta
  7. Impugnabilità delle istanze

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