Tag : imprese

Limite degli 800mila euro da verificare per la società

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Il decreto Rilancio (sempre all’articolo 26, commi 8 e seguenti) disciplina anche il credito di imposta per le società che hanno subìto perdite nel 2020. Le modalità operative sono contenute nel decreto ministeriale dello scorso 10 agosto. Anche questo credito è subordinato alla completa esecuzione dell’aumento di capitale entro il prossimo 31 dicembre, e per la sua quantificazione è necessario procedere con l’approvazione del bilancio 2020.

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Bonus sugli aumenti di capitale: determinante il fattore tempo

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

I crediti di imposta per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni (articolo 26 del Dl 34/2020) stanno entrando nella fase operativa: a questo proposito, il decreto ministeriale di attuazione (Dm 10 agosto 2020) prevede quali procedure dovranno essere adottate. Possiamo analizzare gli adempimenti dei soggetti interessati dividendoli in fasi temporali:

1) verifica dei requisiti;

2) esecuzione dell’aumento di capitale;

3) acquisizione dei documenti e presentazione dell’istanza;

4) fruizione del credito di imposta.

 

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Ricapitalizzare e perdere il bonus: i rischi del click day

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

 

Anche per il credito di imposta per il rafforzamento delle imprese spunta un click day: la novità emerge dalle norme attuative del decreto ministeriale del Mef del 10 agosto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 agosto.

L’articolo 26 del decreto Rilancio istituisce un credito per le medie imprese (ricavi 2019 da 5 a 50 milioni) che hanno subìto una riduzione di oltre un terzo dei ricavi di marzo aprile 2020 rispetto al medesimo bimestre del 2019.

Il credito spetta ai soci che conferiscono denaro (20% fino a un massimo di 2 milioni), ma anche alle società che ripianano perdite risultanti dal bilancio 2020 (il 50% della perdita che eccede il 10 % del patrimonio netto).

 

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Ricapitalizzazione, plafond senza certezze

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

I crediti di imposta concessi dalla nuova normativa sul rafforzamento patrimoniale delle imprese sono soggetti a limiti quantitativi ma non è definito come debbano essere calcolati gli importi massimi.

Il credito per i soci

Intanto ricordiamo che il comma 4 dell’articolo 26 del Dl 34/20 prevede chiaramente il caso di un soggetto che investa in «una o più società».

Questo significa – come in diversi casi può effettivamente accadere – che lo stesso contribuente può conferire denaro in più di una società.

Il comma 5 introduce l’importo massimo di due milioni; non è chiaro se il limite si applichi per società o per soggetto visto che letteralmente la norma prevede che«l’investimento massimo del conferimento in denaro sul quale calcolare il credito d’imposta non può eccedere euro 2 milioni».

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Fondo Cdp, potenziale elevato ma procedura da definire

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

L’intervento più corposo a favore delle imprese di maggiori dimensioni – con un fatturato superiore a 50 milioni di euro – è previsto dall’articolo 27 del decreto Rilancio (Dl 34/20). Si tratta di una norma complessa, soprattutto perché deve disciplinare in primo luogo l’istituzione di uno specifico patrimonio destinato da parte della Cassa depositi e prestiti (Cdp). Un patrimonio che, suddiviso in comparti, potrà successivamente intervenire con misure di supporto (sostanzialmente immissione di fondi a titolo di capitale o a titolo misto) per le imprese che vi faranno ricorso. Esaminiamo le caratteristiche di questa misura dal punto di vista delle imprese (si veda anche la grafica in pagina), prescindendo dalle regole di funzionamento del patrimonio destinato della Cdp.

I requisiti soggettivi

Sono interessate le società per azioni, anche cooperative, che possono essere anche quotate in mercati regolamentati, purché non operino nei settori bancari, finanziari, assicurativi. La norma esclude le Srl: è vero che questi soggetti non possono emettere obbligazioni (uno degli strumenti di investimento del patrimonio destinato), ma potrebbero emettere titoli di debito e comunque essere il veicolo per un intervento a valle in società per azioni.

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