Tag : incentivi

Irap, bonus e neutralità fiscale per il rilancio degli studi professionali

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Il mondo delle professioni attraversa una crisi importante, accentuata dall’effetto coronavirus ma che origina da una certa arretratezza normativa e organizzativa; le possibili misure di sostegno e di rilancio per la ripartenza devono quindi anche intervenire una volta per tutte su aspetti strutturali.

La leva fiscale

L’esigenza immediata è quella di superare i problemi contingenti di liquidità. Il sistema più rapido è quello di sospendere le ritenute d’acconto sui compensi: è già stato fatto in parte, ma potrebbe essere esteso come durata e come platea di destinatari. A regime si potrebbe ipotizzare un meccanismo in cui i professionisti che hanno volumi di compensi inferiori a determinate soglie non subiscono ritenute. L’alternativa sarebbe quella di ridurre, per tutti, la percentuale del 20 per cento. La ritenuta potrebbe anche diventare a titolo di imposta (una sorta di flat tax) quando il volume di compensi è particolarmente ridotto. Un altro tema delicato è quello dell’Irap: per le attività di matrice intellettuale sembrerebbe logico rivisitare (se non abolire) questo tributo; sarebbe almeno opportuno trovare un criterio oggettivo per valutare il requisito dell’organizzazione (ad esempio se i compensi superano una soglia e contemporaneamente i costi superano una percentuale dei compensi) a prescindere dalla forma organizzativa (studio individuale, studio associato, società tra professionisti). Un piccolo contributo alla liquidità potrebbe essere dato dagli enti previdenziali, se consentissero di non applicare i contributi integrativi (del 4 %) sui compensi che vengono fatturati ad altri professionisti (anch’essi obbligati al contributo) per prestazioni da rifatturare ai clienti. La leva fiscale dovrebbe però anche aiutare i professionisti che sosterranno costi per adeguarsi alla nuova realtà: si potrebbe pensare, ad esempio, ad incentivi immediati (crediti di imposta subito utilizzabili) per chi assume, o per chi investe nello sviluppo di reti professionali, in piattaforme di consulenza online, in progetti di smart working.

CONSULTA LIBERAMENTE L’ARTICOLO COMPLETO

RICEVI NOTIZIE E APPROFONDIMENTI PERIODICI A CURA DEI PROFESSIONISTI CLA CONSULTING

Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo è il tema del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting. L’incentivo è riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020.

L’obiettivo del credito d’imposta per ricerca e sviluppo è di far crescere gli investimenti privati nel comparto R&D, considerando meritevoli del credito d’imposta gli effettivi incrementi di spesa complessiva in attività di ricerca e sviluppo rispetto agli investimenti riferibili agli anni della media. Sono agevolabili le spese connesse agli investimenti in attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale rappresentate da:

  • costi per il personale impiegato nell’attività di ricerca e sviluppo,
  • contratti di ricerca “extra-muros”, stipulati con università, enti di ricerca, imprese e start-up innovative,
  • quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio e spese relative a competenze tecniche e privative industriali.

Ecco l’indice completo del documento che può essere consultato e scaricato liberamente insieme a tutti gli arretrati nella sezione dedicata del nostro sito.

  1. Premessa
  2. Fonti di riferimento
  3. I soggetti che possono beneficiare del credito
  4. I costi di ricerca e sviluppo agevolabili
    1. I costi del personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo
    2. Le quote di ammortamento delle spese per strumenti e attrezzature di laboratorio
    3. Le spese per contratti di ricerca “extra-muros”
    4. Le spese per competenze tecniche e brevetti
    5. Spese per attività di certificazione contabile
  5. I costi esclusi
  6. La quantificazione dei costi di ricerca e sviluppo agevolabili
  7. Modalità di calcolo
  8. Rilevazione contabile
    1. Contributo in conto esercizio
    2. Contributo in conto capitale
  9. Obblighi documentali e altri adempimenti
  10. L’utilizzo del credito di imposta

CONSULTA IL DOCUMENTO COMPLETO IN ARCHIVIO