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Tax & Legal News – 12/2020

Il trattamento contabile della cancellazione del saldo Irap 2019, la decadenza degli accertamenti sui componenti di costo pluriennali, primi chiarimenti sul credito d’imposta sui canoni per immobili non abitativi. Sono alcuni degli argomenti che trovate nel nuovo numero di Tax & Legal News, la newsletter di informazione fiscale e tributaria curata dei professionisti Cla Consulting. L’ultimo numero è consultabile liberamente, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito.

Ecco l’indice completo:

Legislazione

Interpretazioni

Giurisprudenza

  • La decadenza degli accertamenti sui componenti di costo pluriennali investe le sezioni unite della Cassazione
  • Il finanziamento soci enunciato nella scissione sconta il 3 % di registro
  • Nessuna imposta proporzionale sul trust autodichiarato
  • La percentuale di ricarico utilizzata in accertamento deve riguardare un ammontare significativo di acquisti

Dottrina

  • Deroghe alla continuità aziendale: il documento interpretativo OIC 6
  • Il trattamento contabile della cancellazione del saldo Irap 2019
  • Un documento di Assirevi esamina l’impatto della deroga sulla continuità aziendale
  • Prova della cessione intracomunitaria: i commenti di Assonime

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Tax & Legal News – 11/2020

Contributi a fondo perduto a imprese e professionisti, credito d’imposta per i canoni degli immobili a uso non abitativo, nuovi termini per la notifica di atti impositivi e cartelle di pagamento. Sono alcuni degli argomenti che trovate nel nuovo numero di Tax & Legal News, la newsletter di informazione fiscale e tributaria a cura dei professionisti Cla Consulting. L’ultima edizione è consultabile liberamente, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito. Ecco l’indice completo:

Legislazione

  • I bonus alle imprese che aumentano il capitale
  • La rivalutazione delle partecipazioni e dei terreni slitta al 30 settembre
  • Saldo IRAP 2019 e primo acconto 2020 non sono dovuti
  • Contributi a fondo perduto a imprese e professionisti
  • Compensazioni fino a 1 milione nel 2020
  • Credito d’imposta per i canoni degli immobili a uso non abitativo
  • Ulteriore proroga per i versamenti
  • Nuovi termini per la notifica di atti impositivi e cartelle di pagamento

Interpretazioni

  • Le Entrate commentano il regolamento UE sulla prova della cessione intracomunitaria
  • Il conferimento è neutrale anche se la conferita detiene azioni proprie

Giurisprudenza

  • L’intestazione fiduciaria di una partecipazione non richiede la forma scritta

Dottrina

  • Consiglio nazionale e fondazione dei commercialisti si esprimono sull’attività del sindaco‐revisore durante l’emergenza Covid

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Irap, bonus e neutralità fiscale per il rilancio degli studi professionali

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Il mondo delle professioni attraversa una crisi importante, accentuata dall’effetto coronavirus ma che origina da una certa arretratezza normativa e organizzativa; le possibili misure di sostegno e di rilancio per la ripartenza devono quindi anche intervenire una volta per tutte su aspetti strutturali.

La leva fiscale

L’esigenza immediata è quella di superare i problemi contingenti di liquidità. Il sistema più rapido è quello di sospendere le ritenute d’acconto sui compensi: è già stato fatto in parte, ma potrebbe essere esteso come durata e come platea di destinatari. A regime si potrebbe ipotizzare un meccanismo in cui i professionisti che hanno volumi di compensi inferiori a determinate soglie non subiscono ritenute. L’alternativa sarebbe quella di ridurre, per tutti, la percentuale del 20 per cento. La ritenuta potrebbe anche diventare a titolo di imposta (una sorta di flat tax) quando il volume di compensi è particolarmente ridotto. Un altro tema delicato è quello dell’Irap: per le attività di matrice intellettuale sembrerebbe logico rivisitare (se non abolire) questo tributo; sarebbe almeno opportuno trovare un criterio oggettivo per valutare il requisito dell’organizzazione (ad esempio se i compensi superano una soglia e contemporaneamente i costi superano una percentuale dei compensi) a prescindere dalla forma organizzativa (studio individuale, studio associato, società tra professionisti). Un piccolo contributo alla liquidità potrebbe essere dato dagli enti previdenziali, se consentissero di non applicare i contributi integrativi (del 4 %) sui compensi che vengono fatturati ad altri professionisti (anch’essi obbligati al contributo) per prestazioni da rifatturare ai clienti. La leva fiscale dovrebbe però anche aiutare i professionisti che sosterranno costi per adeguarsi alla nuova realtà: si potrebbe pensare, ad esempio, ad incentivi immediati (crediti di imposta subito utilizzabili) per chi assume, o per chi investe nello sviluppo di reti professionali, in piattaforme di consulenza online, in progetti di smart working.

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Gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri

Gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri sono l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

L’articolo 2423, comma 2, del Codice Civile prevede che: “il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico dell’esercizio”. Inoltre, l’articolo 2424-bis, terzo comma, del codice civile specifica ulteriormente che: “gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza”. Nell’ambito della valutazione delle poste che compongono il bilancio d’esercizio, è quindi necessario verificare la necessità di rilevare delle passività potenziali attraverso lo stanziamento di un fondo per rischi ed oneri.

Di seguito l’indice completo del documento:

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Il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020

Il Tema del mese di dicembre riguarda il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito, analizza i diversi contenuti del dispositivo:

  • trust estero opaco
  • interessi passivi sui prestiti per finanziare un progetto infrastrutturale pubblico
  • acconti IRPEF, IRES ed IRAP per i soggetti ISA
  • utilizzo dei dati contenuti nei files delle fatture elettroniche
  • novità sulle fatture elettroniche
  • il trattamento IVA delle prestazioni di insegnamento scolastico
    o universitario
  • divieto di utilizzo del credito dell’accollante in compensazione
  • cessazione della partita IVA e inibizione alla compensazione
  • contrasto alle indebite compensazioni
  • credito d’imposta sulle commissioni per transazioni mediante mezzi elettronici
  • divieto di cumulo tra Tremonti ambientale e Conto energia
  • modifiche al sistema dei reati penali
  • responsabilità per l’appaltatore o subappaltatore
  • rottamazione ‐ ter
  • sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti tramite carte di debito e credito
  • limiti al pagamento in contante
  • piattaforme marine ‐ Assoggettamento ad IMU
  • settore dei giochi
  • frodi nell’acquisto di veicoli fiscalmente usati
  • lotteria degli scontrini

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La trasformazione societaria: aspetti fiscali

Gli aspetti fiscali della trasformazione societaria sono l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito. Questo approfondimento segue quello sugli aspetti civilistici e contabili connessi all’operazione. Di seguito l’indice completo:

1. Imposte dirette

    • 1.1. Trasformazione omogenea 
      • 1.1.1. Periodi di imposta e data di effetto fiscale dell’operazione 
      • 1.1.2. Riporto delle perdite fiscali 
    • 1.2. Trasformazione eterogenea 
      • 1.2.1. Trasformazione eterogenea regressiva 
      • 1.2.2. Trasformazione eterogenea progressiva 
    • 1.3. Particolari tipologie di trasformazioni 
      • 1.3.1 La trasformazione di società semplici 
      • 1.3.2. La trasformazione di società di fatto in società di capitali
      • 1.3.3. La trasformazione da società a impresa individuale 
    • 1.4. Riserve di utili “ante trasformazione” 
      • 1.4.1. Riserve e “trasformazione progressiva” 
      • 1.4.2. Riserve e “trasformazione regressiva”
      • 1.4.3. Distribuzione delle riserve 
      • 1.4.4. Riserve e trasformazione eterogenea
    • 1.5. Obblighi e adempimenti tributari 
      • 1.5.1. Versamenti e dichiarazioni ai fini delle imposte sui redditi
      • 1.5.2. Versamenti e dichiarazioni ai fini IRAP 

2. Imposte indirette

    • 2.1. Obblighi e adempimenti in materia di IVA 
    • 2.2. Imposte di registro, ipotecaria, catastale 

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IFRS 16 Leasing

L’IFRS 16 Leasing sostituisce obbligatoriamente dal 1° gennaio 2019 lo IAS 17 e le interpretazioni vigenti sui contratti di leasing. I significativi cambiamenti di rilevazione contabile nei contratti leasing e locazione influenzano la modalità attraverso i cui tali contratti assumono rilevanza  nella determinazione del reddito di impresa e della base imponibile IRAP. Il documento, che si può consultare e scaricare liberamente dalla sezione dedicata del nostro sito ha la finalità di illustrare i principi di natura tributaria contenuti nel Decreto Ministeriale del 5 agosto 2019, evidenziando gli aspetti operativi da considerare nella determinazione degli imponibili fiscali delle società.

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Nel Tuir la versione alleggerita della normativa Cfc

TUIR 2019

In libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Dal 2019 la disciplina delle controllate estere ha trovato una formulazione semplificata: viene stabilito un unico criterio per individuare i paradisi fiscali, e anche la causa di possibile esclusione del regime è diventata unica per tutte le situazioni.

L’articolo 167 del Tuir è stato completamente riscritto dall’articolo 4 del Dlgs 142/2018.

A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2018 (ovvero, nella generalità dei casi, a partire dal periodo d’imposta 2019):

  • non esiste più il riferimento a una specifica «black list» per individuare i paradisi fiscali;
  • la disciplina delle controlled foreign companies può essere disapplicata nell’ipotesi di svolgimento di un’attività economica effettiva da parte della società estera nello Stato o territorio estero, mediante l’impiego di personale, attrezzature, altre attività e locali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, l’obbligo di applicare la normativa opera al verificarsi di entrambe le seguenti condizioni:

  • a) l’impresa estera controllata è soggetta a una tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana;
  • b) oltre un terzo dei proventi realizzati dall’impresa estera controllata sono classificabili come «passive income».

Ai fini della verifica della prima condizione è necessario confrontare il tax rate «effettivo» estero con il tax rate «virtuale» domestico; nel corso di Telefisco 2019, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel calcolo del tax rate «virtuale» interno, è necessario considerare esclusivamente l’Ires e non anche l’Irap.

Per la verifica della seconda condizione, sono considerati passive income:

  1. interessi e gli altri redditi finanziari;
  2. canoni o i redditi da proprietà intellettuale;
  3. dividendi e i redditi derivanti dalla cessione di partecipazioni;
  4. redditi da leasing finanziario;
  5. redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;
  6. proventi derivanti da compravendita di beni infragruppo a basso valore aggiunto;
  7. proventi da prestazioni di servizi infragruppo a basso valore aggiunto.

L’articolo 167, comma 5, del Tuir prevede la possibilità di disapplicare la disciplina Cfc.

Nello specifico, la tassazione per trasparenza è inapplicabile nel caso in cui il soggetto controllante residente sia in grado di dimostrare l’esercizio di un’attività economica effettiva da parte del soggetto controllato non residente mediante impiego di personale, attrezzature, attivi e locali. A titolo esemplificativo, alla luce del nuovo testo, anche una holding, qualora dovesse esercitare concretamente l’attività di direzione e coordinamento di un gruppo, essendo dotata di organi con le competenze e i poteri necessari per disegnare le strategie e fornire al gruppo i servizi comuni, potrebbe considerare superato il test per l’esimente.

La dimostrazione del soddisfacimento di questa causa esimente può avvenire, a scelta del contribuente:

  • in via preventiva, mediante presentazione di apposito interpello ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b) della legge 212/2000;
  • successivamente, in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

 

Per approfondire: Testo unico delle imposte sui redditi 2019, di Ceppellini Lugano & Associati; in libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

La definizione delle irregolarità formali

Il Tema del Mese di giugno 2019 riguarda l’articolo 9, commi da 1 a 8, del D.L. 119/2018 , rubricato “Irregolarità formali”, che interviene nell’ambito della c.d. Pace fiscale, prevedendo la possibilità per i contribuenti di definire, in via agevolata, errori ed irregolarità di natura formale. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting analizza le disposizioni attuative della misura agevolativa contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate 15 marzo 2019 n. 62274 e i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria nella Circolare del 15 maggio 2019 n.11/E. Ecco l’introduzione al documento consultabile nella sua interezza nella sezione dedicata del nostro sito.

La definizione delle irregolarità formali è destinata a:

  • società di capitali e di persone;
  • ditte individuali;
  • professionisti;
  • privati contribuenti;
  • altri soggetti tenuti, in base a specifiche disposizione di legge, alla comunicazione di dati fiscalmente rilevanti.

L’articolo 9, comma 1 del D.L. 119/2018 individua l’ambito oggettivo di applicazione della definizione agevolata. I contribuenti possono definire le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, commesse entro il 24 ottobre 2018, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e sulla liquidazione e sul pagamento dell’IVA, dell’IRAP, delle imposte dirette (IRES e IRPEF) e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei crediti di imposta. Secondo la circolare le “violazioni formali” sanabili sono quelle per le quali “il legislatore ha previsto sanzioni amministrative pecuniarie entro limiti minimi o massimi o in misura fissa, non essendoci un omesso, tardivo o errato versamento di un tributo sul quale riproporzionare la sanzione”.

Le nuove holding industriali e gli adempimenti connessi

L’articolo 12 del D.Lgs. 29 novembre 2018 n. 142 (in recepimento della Direttiva 2016/1164 – c.d. Direttiva ATAD 1 – di contrasto all’elusione fiscale) ha introdotto nel TUIR il nuovo articolo 162-bis che fornisce (ai fini IRES e IRAP) la nuova definizione dei soggetti che operano nel settore finanziario, tra le quali sono ricomprese le holding industriali. È questo il Tema del mese di maggio 2019, l’approfondimento a cura dei professionisti Cla Consulting che si può consultare integralmente (come tutti gli arretrati) nella sezione dedicata del nostro sito.

Il novellato articolo 162-bis suddivide i soggetti che operano nel settore finanziario in tre macro categorie, ovvero:

  • gli “intermediari finanziari”;
  • le “società di partecipazione finanziaria”;
  • le “società di partecipazione non finanziaria”.

Ai fini della possibilità di classificare le holding industriali tra le “società di partecipazione non finanziaria”, il nuovo articolo 162-bis del TUIR attribuisce rilevanza esclusiva al solo parametro patrimoniale. Devono farsi rientrare in questa categoria i soggetti che:

  • esercitano in via prevalente o esclusiva l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari;
  • svolgono attività finanziarie non nei confronti del pubblico.

Il nuovo articolo ha il pregio di definire chiaramente i requisiti da soddisfare per poter classificare le società tra le “holding industriali”. Per essere ricomprese in questa categoria l’attivo patrimoniale deve essere costituito da

  • assunzione di partecipazioni ed altri elementi patrimoniali in soggetti diversi dagli intermediari finanziari
  • in misura superiore al 50%.

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