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Manuale TUIR: disponibile l’edizione 2020

Il Sole 24 Ore ha pubblicato la 25^ edizione del volume dedicato al TUIR, a cura di CLA Ceppellini Lugano & Associati.

Il testo commenta articolo per articolo il D.P.R. 917/1986, in modo approfondito con un’esposizione chiara che privilegia l’applicazione concreta delle norme.

La venticinquesima edizione tiene conto delle novità che si sono susseguite nell’ultimo anno, comprese le misure sui crediti di imposta per gli investimenti e per le spese di ricerca e sviluppo, le novità procedurali per il patent box, il bonus per le operazioni di aggregazione aziendale.

Il testo è stato aggiornato per tenere conto non solo delle modifiche normative, ma anche dei molteplici interventi della prassi e della giurisprudenza sulle modalità di determinazione del reddito ai fini Irpef e Ires. Il commento alle norme sulle operazioni straordinarie è aggiornato con le numerose risposte agli interpelli dei contribuenti che sono state pubblicate a partire dal settembre 2018.

Il libro è acquistabile anche sul portale del gruppo editoriale 24 Ore (link).

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Trasformazione in s.r.l. e abuso del diritto

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: IPSOA Quotidiano

Con la trasformazione progressiva – da società di persone a società di capitali – si passa dalla tassazione IRPEF a quella IRES, con applicazione diversificata di alcune norme del TUIR, tra cui quelle relative alla participation exemption. Su queste considerazioni di base si fondano, in determinate circostanze, le contestazioni di abuso del diritto sollevate dall’Amministrazione finanziaria con riguardo ai comportamenti delle società che pongono in essere una trasformazione di questo tipo e successivamente realizzano plusvalenze. L’orientamento, peraltro non omogeneo, dell’Agenzia delle Entrate si presta ad alcune osservazioni. La trasformazione progressiva, ovvero da società di persone a società di capitali, comporta il passaggio dalla tassazione IRPEF (con le aliquote dei soci) a quella IRES (al 24%), nonché l’applicazione diversificata di alcune norme del TUIR. Tra queste, spicca la diversa misura di esenzione sulle plusvalenze realizzate su cessione di partecipazioni (PEX), in quanto mentre per le società di persone la quota esente è pari al 41,86%, per le società di capitali la misura dell’esenzione è del 95%. Queste considerazioni di base sono gli elementi su cui si fondano, in determinate circostanze, contestazioni ai comportamenti delle società che pongono in essere una trasformazione di questo tipo e successivamente realizzano plusvalenze. L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate non è tuttavia omogeneo, e si presta ad alcune osservazioni di approfondimento…

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Gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri

Gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri sono l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

L’articolo 2423, comma 2, del Codice Civile prevede che: “il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società ed il risultato economico dell’esercizio”. Inoltre, l’articolo 2424-bis, terzo comma, del codice civile specifica ulteriormente che: “gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data di sopravvenienza”. Nell’ambito della valutazione delle poste che compongono il bilancio d’esercizio, è quindi necessario verificare la necessità di rilevare delle passività potenziali attraverso lo stanziamento di un fondo per rischi ed oneri.

Di seguito l’indice completo del documento:

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Il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020

Il Tema del mese di dicembre riguarda il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito, analizza i diversi contenuti del dispositivo:

  • trust estero opaco
  • interessi passivi sui prestiti per finanziare un progetto infrastrutturale pubblico
  • acconti IRPEF, IRES ed IRAP per i soggetti ISA
  • utilizzo dei dati contenuti nei files delle fatture elettroniche
  • novità sulle fatture elettroniche
  • il trattamento IVA delle prestazioni di insegnamento scolastico
    o universitario
  • divieto di utilizzo del credito dell’accollante in compensazione
  • cessazione della partita IVA e inibizione alla compensazione
  • contrasto alle indebite compensazioni
  • credito d’imposta sulle commissioni per transazioni mediante mezzi elettronici
  • divieto di cumulo tra Tremonti ambientale e Conto energia
  • modifiche al sistema dei reati penali
  • responsabilità per l’appaltatore o subappaltatore
  • rottamazione ‐ ter
  • sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti tramite carte di debito e credito
  • limiti al pagamento in contante
  • piattaforme marine ‐ Assoggettamento ad IMU
  • settore dei giochi
  • frodi nell’acquisto di veicoli fiscalmente usati
  • lotteria degli scontrini

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La disciplina degli interessi passivi per i soggetti Ires

La disciplina degli interessi passivi per i soggetti Ires è l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito. La disposizione in esame è stata riscritta dall’articolo 1, comma 1 del D. Lgs. 29 novembre 2018 n. 142, il quale ha recepito la Direttiva UE 12 luglio 2016 n. 11642. Le modifiche introdotte hanno effetto a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (ovvero dal 1 gennaio 2019 per i soggetti con periodo d’imposta coincidente all’anno solare), fatta salva l’applicazione del regime transitorio previsto dal decreto.
Di seguito l’indice completo del documento:
  • 1. Ambito soggettivo
    • 1.1 Soggetti interessati
    • 1.2 Soggetti esclusi 
  • 2. Le regole di calcolo
    • 2.1 Gli interessi rilevanti
    • 2.2. Gli interessi esclusi
    • 2.3. Le regole di deducibilità degli interessi passivi
    • 2.4. Il riporto in avanti delle eccedenze di interessi passivi e attivi
      • 2.4.1. Riporto in avanti degli interessi passivi
      • 2.4.2. Riporto in avanti degli interessi attivi 
    • 2.5 Il ROL fiscale
    • 2.6 Il riporto in avanti del ROL fiscale 
  • 3. Rapporti con la disciplina del consolidato fiscale 
  • 4. Disciplina transitoria 
    • 4.1 Riporto in avanti degli interessi passivi generatisi in applicazione della disciplina previgente
    • 4.2 Riporto del ROL eccedente generatosi fino al 31 dicembre 2018 
    • 4.3 Componenti contabilizzati nel bilancio al 31 dicembre 2018 con rilevanza fiscale negli esercizi successivi
    • 4.4 Componenti fiscali con segno negativo di rettifica di componenti rilevati in periodi d’imposta precedenti

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Nel Tuir la versione alleggerita della normativa Cfc

TUIR 2019

In libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Dal 2019 la disciplina delle controllate estere ha trovato una formulazione semplificata: viene stabilito un unico criterio per individuare i paradisi fiscali, e anche la causa di possibile esclusione del regime è diventata unica per tutte le situazioni.

L’articolo 167 del Tuir è stato completamente riscritto dall’articolo 4 del Dlgs 142/2018.

A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2018 (ovvero, nella generalità dei casi, a partire dal periodo d’imposta 2019):

  • non esiste più il riferimento a una specifica «black list» per individuare i paradisi fiscali;
  • la disciplina delle controlled foreign companies può essere disapplicata nell’ipotesi di svolgimento di un’attività economica effettiva da parte della società estera nello Stato o territorio estero, mediante l’impiego di personale, attrezzature, altre attività e locali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, l’obbligo di applicare la normativa opera al verificarsi di entrambe le seguenti condizioni:

  • a) l’impresa estera controllata è soggetta a una tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana;
  • b) oltre un terzo dei proventi realizzati dall’impresa estera controllata sono classificabili come «passive income».

Ai fini della verifica della prima condizione è necessario confrontare il tax rate «effettivo» estero con il tax rate «virtuale» domestico; nel corso di Telefisco 2019, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel calcolo del tax rate «virtuale» interno, è necessario considerare esclusivamente l’Ires e non anche l’Irap.

Per la verifica della seconda condizione, sono considerati passive income:

  1. interessi e gli altri redditi finanziari;
  2. canoni o i redditi da proprietà intellettuale;
  3. dividendi e i redditi derivanti dalla cessione di partecipazioni;
  4. redditi da leasing finanziario;
  5. redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;
  6. proventi derivanti da compravendita di beni infragruppo a basso valore aggiunto;
  7. proventi da prestazioni di servizi infragruppo a basso valore aggiunto.

L’articolo 167, comma 5, del Tuir prevede la possibilità di disapplicare la disciplina Cfc.

Nello specifico, la tassazione per trasparenza è inapplicabile nel caso in cui il soggetto controllante residente sia in grado di dimostrare l’esercizio di un’attività economica effettiva da parte del soggetto controllato non residente mediante impiego di personale, attrezzature, attivi e locali. A titolo esemplificativo, alla luce del nuovo testo, anche una holding, qualora dovesse esercitare concretamente l’attività di direzione e coordinamento di un gruppo, essendo dotata di organi con le competenze e i poteri necessari per disegnare le strategie e fornire al gruppo i servizi comuni, potrebbe considerare superato il test per l’esimente.

La dimostrazione del soddisfacimento di questa causa esimente può avvenire, a scelta del contribuente:

  • in via preventiva, mediante presentazione di apposito interpello ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b) della legge 212/2000;
  • successivamente, in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

 

Per approfondire: Testo unico delle imposte sui redditi 2019, di Ceppellini Lugano & Associati; in libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Il Decreto Crescita in versione definitiva

Il Tema del mese di luglio riguarda il c.d. “Decreto Crescita”, ( D.L. 30 aprile 2019 n. 34 recante “Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”) è stato convertito dalla Legge 28 giugno 2019 n. 58. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito, analizza le novità contenute nel provvedimento volte a rilanciare la crescita economica dell’Italia, gli investimenti dei privati e la tutela del made in Italy.

In particolare, tra le principali misure approvate in ambito fiscale, segnaliamo:

  • la reintroduzione del super ammortamento, con un nuovo tetto massimo;
  • la previsione di una nuova mini-IRES;
  • la modifica alla disciplina relativa al patent box;
  • le semplificazioni operative all’agevolazione c.d. “nuova Sabatini”.

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La definizione delle irregolarità formali

Il Tema del Mese di giugno 2019 riguarda l’articolo 9, commi da 1 a 8, del D.L. 119/2018 , rubricato “Irregolarità formali”, che interviene nell’ambito della c.d. Pace fiscale, prevedendo la possibilità per i contribuenti di definire, in via agevolata, errori ed irregolarità di natura formale. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting analizza le disposizioni attuative della misura agevolativa contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate 15 marzo 2019 n. 62274 e i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria nella Circolare del 15 maggio 2019 n.11/E. Ecco l’introduzione al documento consultabile nella sua interezza nella sezione dedicata del nostro sito.

La definizione delle irregolarità formali è destinata a:

  • società di capitali e di persone;
  • ditte individuali;
  • professionisti;
  • privati contribuenti;
  • altri soggetti tenuti, in base a specifiche disposizione di legge, alla comunicazione di dati fiscalmente rilevanti.

L’articolo 9, comma 1 del D.L. 119/2018 individua l’ambito oggettivo di applicazione della definizione agevolata. I contribuenti possono definire le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, commesse entro il 24 ottobre 2018, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e sulla liquidazione e sul pagamento dell’IVA, dell’IRAP, delle imposte dirette (IRES e IRPEF) e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei crediti di imposta. Secondo la circolare le “violazioni formali” sanabili sono quelle per le quali “il legislatore ha previsto sanzioni amministrative pecuniarie entro limiti minimi o massimi o in misura fissa, non essendoci un omesso, tardivo o errato versamento di un tributo sul quale riproporzionare la sanzione”.

Tax & Legal News – 9/2019

Reintroduzione del super ammortamento, nuove regole per la Mini-Ires, semplificazioni alla disciplina del Patent Box, aumento della deducibilità dell’IMU dalle imposte sui redditi. Sono alcuni degli argomenti che trovate nel nuovo numero di Tax & Legal News, la newsletter di informazione fiscale e tributaria curata dei professionisti Cla Consulting. L’ultima edizione è consultabile liberamente, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito. Ecco l’indice completo:

Legislazione

Interpretazioni

Dottrina

Le nuove holding industriali e gli adempimenti connessi

L’articolo 12 del D.Lgs. 29 novembre 2018 n. 142 (in recepimento della Direttiva 2016/1164 – c.d. Direttiva ATAD 1 – di contrasto all’elusione fiscale) ha introdotto nel TUIR il nuovo articolo 162-bis che fornisce (ai fini IRES e IRAP) la nuova definizione dei soggetti che operano nel settore finanziario, tra le quali sono ricomprese le holding industriali. È questo il Tema del mese di maggio 2019, l’approfondimento a cura dei professionisti Cla Consulting che si può consultare integralmente (come tutti gli arretrati) nella sezione dedicata del nostro sito.

Il novellato articolo 162-bis suddivide i soggetti che operano nel settore finanziario in tre macro categorie, ovvero:

  • gli “intermediari finanziari”;
  • le “società di partecipazione finanziaria”;
  • le “società di partecipazione non finanziaria”.

Ai fini della possibilità di classificare le holding industriali tra le “società di partecipazione non finanziaria”, il nuovo articolo 162-bis del TUIR attribuisce rilevanza esclusiva al solo parametro patrimoniale. Devono farsi rientrare in questa categoria i soggetti che:

  • esercitano in via prevalente o esclusiva l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari;
  • svolgono attività finanziarie non nei confronti del pubblico.

Il nuovo articolo ha il pregio di definire chiaramente i requisiti da soddisfare per poter classificare le società tra le “holding industriali”. Per essere ricomprese in questa categoria l’attivo patrimoniale deve essere costituito da

  • assunzione di partecipazioni ed altri elementi patrimoniali in soggetti diversi dagli intermediari finanziari
  • in misura superiore al 50%.

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