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Manuale TUIR: disponibile l’edizione 2020

Il Sole 24 Ore ha pubblicato la 25^ edizione del volume dedicato al TUIR, a cura di CLA Ceppellini Lugano & Associati.

Il testo commenta articolo per articolo il D.P.R. 917/1986, in modo approfondito con un’esposizione chiara che privilegia l’applicazione concreta delle norme.

La venticinquesima edizione tiene conto delle novità che si sono susseguite nell’ultimo anno, comprese le misure sui crediti di imposta per gli investimenti e per le spese di ricerca e sviluppo, le novità procedurali per il patent box, il bonus per le operazioni di aggregazione aziendale.

Il testo è stato aggiornato per tenere conto non solo delle modifiche normative, ma anche dei molteplici interventi della prassi e della giurisprudenza sulle modalità di determinazione del reddito ai fini Irpef e Ires. Il commento alle norme sulle operazioni straordinarie è aggiornato con le numerose risposte agli interpelli dei contribuenti che sono state pubblicate a partire dal settembre 2018.

Il libro è acquistabile anche sul portale del gruppo editoriale 24 Ore (link).

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Il Decreto Rilancio

Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 è dedicato alle misure per il rilancio dell’economia. Nel Working Paper che segue presentiamo una prima analisi delle varie disposizioni introdotte da questo provvedimento.

Il documento è suddiviso nelle seguenti sezioni:

  1. Sostegno finanziario alle imprese e ai professionisti
  2. Crediti di imposta per imprese e professionisti
  3. Crediti di imposta per i soggetti Irpef
  4. Interventi sulle imposte
  5. Proroga dei termini di pagamento e riscossione
  6. Proroga dei termini di accertamento e di notifica
  7. Altre misure fiscali

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Trasformazione in s.r.l. e abuso del diritto

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: IPSOA Quotidiano

Con la trasformazione progressiva – da società di persone a società di capitali – si passa dalla tassazione IRPEF a quella IRES, con applicazione diversificata di alcune norme del TUIR, tra cui quelle relative alla participation exemption. Su queste considerazioni di base si fondano, in determinate circostanze, le contestazioni di abuso del diritto sollevate dall’Amministrazione finanziaria con riguardo ai comportamenti delle società che pongono in essere una trasformazione di questo tipo e successivamente realizzano plusvalenze. L’orientamento, peraltro non omogeneo, dell’Agenzia delle Entrate si presta ad alcune osservazioni. La trasformazione progressiva, ovvero da società di persone a società di capitali, comporta il passaggio dalla tassazione IRPEF (con le aliquote dei soci) a quella IRES (al 24%), nonché l’applicazione diversificata di alcune norme del TUIR. Tra queste, spicca la diversa misura di esenzione sulle plusvalenze realizzate su cessione di partecipazioni (PEX), in quanto mentre per le società di persone la quota esente è pari al 41,86%, per le società di capitali la misura dell’esenzione è del 95%. Queste considerazioni di base sono gli elementi su cui si fondano, in determinate circostanze, contestazioni ai comportamenti delle società che pongono in essere una trasformazione di questo tipo e successivamente realizzano plusvalenze. L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate non è tuttavia omogeneo, e si presta ad alcune osservazioni di approfondimento…

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La Legge di bilancio 2020

Il Tema del mese di febbraio riguarda la Legge di bilancio 2020. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito, analizza i diversi contenuti del dispositivo:

  • Deducibilità fiscale delle svalutazioni e delle perdite su crediti di banche e assicurazioni
  • Deducibilità fiscale delle perdite attese su crediti in sede di prima applicazione dell’IFRS n. 9
  • Trasformazione delle imposte anticipate in credito d’imposta
  • Deducibilità IMU
  • Addizionale IRES per le concessionarie autostradali
  • Somme corrisposte in esecuzione di pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo
  • Aiuto alla crescita economica (ACE)
  • Rivalutazione dei beni d’impresa
  • Riallineamento per i soggetti IAS
  • Credito d’imposta per investimenti in nuovi beni strumentali
  • Credito d’imposta ricerca e sviluppo
  • Credito d’imposta per attività di innovazione tecnologica
  • Credito d’imposta per la moda e il design
  • Credito d’imposta per la formazione 4.0
  • Credito d’imposta per la partecipazione a fiere internazionali
  • Estromissione agevolata dei beni immobili delle imprese individuali
  • Nuova Sabatini e rifinanziamento
  • Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno
  • Rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni non quotate
  • Misure premiali per favorire l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici
  • Sport bonus
  • Bonus edicole
  • Proroga del credito d’imposta per investimenti nelle regioni dell’Italia centrale colpite dagli eventi sismici
  • Proroga della detrazione per le spese di riqualificazione energetica e di ristrutturazione edilizia
  • Sconto in fattura per gli Interventi di riqualificazione energetica e antisismica
  • Esenzione Irpef dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali
  • Rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito
  • Tracciabilità delle detrazioni
  • Detrazione IRPEF delle spese per scuole di musica
  • Detrazione delle spese veterinarie
  • Fringe benefit auto aziendali
  • Buoni pasto mense aziendali
  • Regime forfetario
  • Nuovo bonus facciate
  • Plusvalenze immobiliari
  • Sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (Iva e accise)
  • Iva per le locazioni/imbarcazioni da diporto
  • Ivie/Ivafe
  • Unificazione Imu/Tasi
  • Imposta sul consumo dei manufatti in plastica con singolo impiego
  • Imposta sul consumo di bevande con zuccheri aggiunti
  • Imposta sui servizi digitali
  • Canone unico per le occupazioni ed esposizioni pubblicitarie
  • Accise sul gasolio commerciale
  • Esenzione del canone Rai per gli anziani a basso reddito
  • Campione d’Italia
  • Incremento del prelievo sulle vincite
  • Analisi di rischio
  • Normativa FATCA

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Il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020

Il Tema del mese di dicembre riguarda il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito, analizza i diversi contenuti del dispositivo:

  • trust estero opaco
  • interessi passivi sui prestiti per finanziare un progetto infrastrutturale pubblico
  • acconti IRPEF, IRES ed IRAP per i soggetti ISA
  • utilizzo dei dati contenuti nei files delle fatture elettroniche
  • novità sulle fatture elettroniche
  • il trattamento IVA delle prestazioni di insegnamento scolastico
    o universitario
  • divieto di utilizzo del credito dell’accollante in compensazione
  • cessazione della partita IVA e inibizione alla compensazione
  • contrasto alle indebite compensazioni
  • credito d’imposta sulle commissioni per transazioni mediante mezzi elettronici
  • divieto di cumulo tra Tremonti ambientale e Conto energia
  • modifiche al sistema dei reati penali
  • responsabilità per l’appaltatore o subappaltatore
  • rottamazione ‐ ter
  • sanzioni per la mancata accettazione di pagamenti tramite carte di debito e credito
  • limiti al pagamento in contante
  • piattaforme marine ‐ Assoggettamento ad IMU
  • settore dei giochi
  • frodi nell’acquisto di veicoli fiscalmente usati
  • lotteria degli scontrini

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Il trattamento fiscale dei dividendi ai fini Irpef

Il trattamento fiscale dei dividendi ai fini Irpef è l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

Il documento prende in esame anche la recente risoluzione  n. 56/E del 6 giugno 2019 con cui l’Agenzia delle Entrate ha precisato che anche le distribuzioni di dividendi effettuate a favore di persone fisiche titolari di partecipazioni qualificate deliberate entro il 31 dicembre 2017 ed eseguite a partire dal 1 gennaio 2018 mantengono il previgente regime impositivo (pertanto, le stesse non scontano la ritenuta a titolo d’imposta del 26%).

Di seguito l’indice completo:

  1. Utili da partecipazione
    1. Dividendi di fonte nazionale
      1. La disciplina generale
    2. Dividendi di fonte estera
      1. Dividendi di fonte estera provenienti da stati o territori diversi da quelli privilegiati (non black list)
      2. Dividendi di fonte estera provenienti da stati o territori privilegiati
        1. Il controllo di società residenti in stati o territori “black list
        2. La tassazione dei dividendi nel passaggio tra la maturazione e la percezione degli utili
        3. Casi di esonero dalla tassazione integrale degli utili black list
  2. Presunzione di distribuzione delle riserve di utili
  3. Distribuzione di utili in natura
  4. Somme che non costituiscono utili
  5. Aumenti e riduzioni di capitale
  6. Tassazione del recesso in capo ai soci

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La definizione delle irregolarità formali

Il Tema del Mese di giugno 2019 riguarda l’articolo 9, commi da 1 a 8, del D.L. 119/2018 , rubricato “Irregolarità formali”, che interviene nell’ambito della c.d. Pace fiscale, prevedendo la possibilità per i contribuenti di definire, in via agevolata, errori ed irregolarità di natura formale. L’approfondimento a cura dei professionisti CLA Consulting analizza le disposizioni attuative della misura agevolativa contenute nel Provvedimento dell’Agenzia delle entrate 15 marzo 2019 n. 62274 e i chiarimenti forniti dall’Amministrazione finanziaria nella Circolare del 15 maggio 2019 n.11/E. Ecco l’introduzione al documento consultabile nella sua interezza nella sezione dedicata del nostro sito.

La definizione delle irregolarità formali è destinata a:

  • società di capitali e di persone;
  • ditte individuali;
  • professionisti;
  • privati contribuenti;
  • altri soggetti tenuti, in base a specifiche disposizione di legge, alla comunicazione di dati fiscalmente rilevanti.

L’articolo 9, comma 1 del D.L. 119/2018 individua l’ambito oggettivo di applicazione della definizione agevolata. I contribuenti possono definire le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti di natura formale, commesse entro il 24 ottobre 2018, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e sulla liquidazione e sul pagamento dell’IVA, dell’IRAP, delle imposte dirette (IRES e IRPEF) e relative addizionali, delle imposte sostitutive, delle ritenute e dei crediti di imposta. Secondo la circolare le “violazioni formali” sanabili sono quelle per le quali “il legislatore ha previsto sanzioni amministrative pecuniarie entro limiti minimi o massimi o in misura fissa, non essendoci un omesso, tardivo o errato versamento di un tributo sul quale riproporzionare la sanzione”.

Manovra 2019: operazioni straordinarie e scenario fiscale

Intervista a Primo Cepellini
Testata:IPSOA Quotidiano

“Nelle scelte societarie oppure aziendali la variabile fiscale non rappresenta più da molto tempo uno degli stimoli più importanti. Questo dipende soprattutto dal fatto che la maggior parte delle operazioni straordinarie è basata sul principio della continuità dei valori fiscali e della irrilevanza fiscale delle scelte contabili adottate. Lo scenario che si presenta dal 2019, e cioè dopo che sarà attuata la Manovra di bilancio di fine anno, conferma appieno questa situazione. Naturalmente sulla base delle informazioni ad oggi disponibili”. È quanto dichiara Primo Ceppellini che, nell’intervista rilasciata a IPSOA Quotidiano, precisa anche che “il sistema fiscale non viene utilizzato come stimolo per promuovere operazioni di aggregazione”.

Come cambia la fiscalità dell’impresa con la Manovra 2019?

Sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, possiamo dire che la misura della tassazione, nella generalità dei casi, dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata. Le uniche misure ampiamente premiali sono previste per i soggetti minori (lavoratori autonomi e imprese individuali) che potranno beneficiare di un innalzamento delle soglie per rimanere nel regime forfetario e di una riduzione dell’aliquota IRPEF. Per le società ci potrebbe essere una riduzione del carico fiscale, ma solo nel caso di effettuazione di investimenti e di incremento della base occupazionale. In compenso sparisce l’ACE, e cioè la misura agevolativa che, seppure con qualche complicazione applicativa, consentiva di ridurre l’imponibile alle imprese che aumentavano i mezzi propri mediante conferimenti di denaro o accantonamenti di utili.

Le operazioni straordinarie possono favorire la crescita delle imprese?

Oggi la crescita del sistema impresa può avvenire prevalentemente grazie ad operazioni straordinarie di acquisizione e di aggregazione. Sono limitati i casi in cui l’incremento dei fatturati avviene solo grazie alle idee innovative o alle capacità commerciali: in un mondo in cui le informazioni sono fruibili in tempo reale da tutti gli operatori, la possibilità di aumentare il proprio peso solo grazie a caratteristiche individuali è sicuramente ridotto. Al contempo, aumentano sempre di più i limiti dimensionali minimi per riuscire a rimanere sul mercato: basterebbe pensare al costo in termini di risorse umane e di denaro della continua crescita degli adempimenti, dei regolamenti e della burocrazia per capire come i costi fissi siano diventati un elemento che impedisce la sopravvivenza alle imprese di dimensioni minime.

La soluzione al problema non può che essere rappresentata dalla crescita dimensionale che si può conseguire solo mediante operazioni di aggregazione: fusioni, joint venture, acquisizioni sono oggi gli strumenti più diffusi per la creazione di realtà economiche di dimensioni significative…

La convenienza non si ferma al carico fiscale

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano 
Testata: “Il Sole 24 Ore”

Il tema delle operazioni straordinarie si presta sempre a considerazioni diversa natura. Sotto un primo profilo, nel corso degli ultimi due anni, sia pure di fronte a una legislazione civilistica e fiscale sostanzialmente immutata, sono comunque interpretazioni e prese di posizione della giurisprudenza che concretamente cambiano l’appetibilità o meno di certe scelte: si pensi come esempio più significativo al “via libera” che hanno avuto le operazioni di scissione seguite dalla cessione della società che detiene una azienda, ora considerate prive di intento elusivo di abuso del diritto. Dal punto di vista della valutazione di convenienza offerta dalla normativa fiscale, invece, non si può fare di si succedute hanno a meno di notare come l’incertezza sul futuro finisca per gravare in alcuni casi sulle scelte delle imprese. Il tema al centro del dibattito politico in attesa della manovra di bilancio 2019, infatti, è proprio quello della rimodulazione delle aliquote dell’Ires e dell’Irpef.

Anche in questo caso è possibile ricorrere a un esempio “estremo”: pensiamo all’incertezza che grava su una società che intende ricorre all’operazione straordinaria di fusione, nella classica ipotesi di aggregazione e semplificazione dei gruppi societari, in termini di scelta dell’affrancamento dei plusvalori sui cespiti aziendali con le aliquote agevolate previste dal sistema. Sembra dunque corretto concludere che, in questa fase delicata di transizione e di rimodulazione del livello di tassazione, il ricorso ad operazioni di tipo straordinario sia maggiormente influenzato da altre variabili piuttosto che da quella fiscale. Proviamo ad analizzare alcune delle finalità per cui si ricorre ai diversi tipi di operazioni, segnalando anche i maggiori spunti che emergono dagli interventi interpretativi e giurisprudenziali degli ultimi tempi…

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Ires al 24%, più Irpef sui dividendi

Da “Il sole 24 ore” del 23 giugno 2017

Dal 2017 le società di capitali stanno producendo redditi che sconteranno la nuova aliquota Ires nella misura ridotta del 24% (così infatti dispone la legge 208 del 2015). La riduzione delle imposte sui redditi societari, tuttavia, sarà compensata da un inasprimento della tassazione ai fini Irpef nel momento in cui gli utili delle società saranno distribuiti ai soci. Per la verità, non è solo la tassazione dei dividendi che è in attesa di modifiche, ma ci sono anche altri aspetti del sistema tributario che verranno aggiornati in modo automatico da un decreto ministeriale. Il più importante di questi elementi è senza dubbio la quota delle plusvalenze qualificate da assoggettare. A ciò si deve aggiungere anche una modifica, all’ articolo 27, comma 3, del Dpr 600/1973, che prevede di applicare ai dividendi distribuiti da società italiane a società estere la ritenuta nella misura dell’ 1,20 per cento. Vediamo quali sono gli scenari di interesse per il futuro.

I dividendi

Le modifiche in arrivo riguardano le partecipazioni qualificate, dato che per le non qualificate la ritenuta continua a essere fissata nella misura del 26% a titolo di imposta. Il provvedimento di modifica dovrebbe quindi aumentare la quota dei dividendi qualificati che concorre al reddito complessivo Irpef del percettore persona fisica. Ricordiamo che in passato (decreto ministeriale del 2 aprile 2008) le variazioni di aliquote a Ires hanno provocato: l’ aumento della percentuale di dividendi tassati solo per gli utili formati in periodi di imposta che hanno beneficiato dell’ aliquota ridotta; l’ esigenza delle società di mantenere una stratificazione storica delle riserve, in modo che i soci possano applicare ai dividendi percepiti la percentuale corretta. Infatti, dal punto di vista fiscale, sono oggi presenti nei patrimoni delle società riserve di utili che in caso di distribuzione concorrono per il 40% al reddito imponibile del socio e riserve di utili per le quali la percentuale sale al 49,72%…

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