Tag : patrimonio

Fondo Cdp, potenziale elevato ma procedura da definire

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

L’intervento più corposo a favore delle imprese di maggiori dimensioni – con un fatturato superiore a 50 milioni di euro – è previsto dall’articolo 27 del decreto Rilancio (Dl 34/20). Si tratta di una norma complessa, soprattutto perché deve disciplinare in primo luogo l’istituzione di uno specifico patrimonio destinato da parte della Cassa depositi e prestiti (Cdp). Un patrimonio che, suddiviso in comparti, potrà successivamente intervenire con misure di supporto (sostanzialmente immissione di fondi a titolo di capitale o a titolo misto) per le imprese che vi faranno ricorso. Esaminiamo le caratteristiche di questa misura dal punto di vista delle imprese (si veda anche la grafica in pagina), prescindendo dalle regole di funzionamento del patrimonio destinato della Cdp.

I requisiti soggettivi

Sono interessate le società per azioni, anche cooperative, che possono essere anche quotate in mercati regolamentati, purché non operino nei settori bancari, finanziari, assicurativi. La norma esclude le Srl: è vero che questi soggetti non possono emettere obbligazioni (uno degli strumenti di investimento del patrimonio destinato), ma potrebbero emettere titoli di debito e comunque essere il veicolo per un intervento a valle in società per azioni.

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L’aiuto alla crescita economica (ACE)

L’aiuto alla crescita economica (ACE) è l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

L’Aiuto alla crescita economica (c.d. “ACE”), introdotto dall’articolo 1 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 convertito nella Legge 22 dicembre 2011 n. 2141) è una norma agevolativa che ha la finalità di incentivare la capitalizzazione delle imprese attraverso la detassazione di una parte degli incrementi del patrimonio netto.

Di seguito l’indice completo del documento:

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La disciplina civilistica e fiscale dei contributi

La disciplina civilistica e fiscale dei contributi è l’argomento del nuovo Strumento mensile a cura dei professionisti CLA Consulting, disponibile nella sezione dedicata del nostro sito.

I contributi costituiscono proventi in denaro o in natura. La fonte da cui traggono origine può essere, tipicamente:

  • una disposizione normativa;
  • una clausola contrattuale.

A seconda della relativa natura, i contributi possono avere la finalità di:

  • compensare i costi aziendali, riducendo la loro incidenza reddituale;
  • integrare i ricavi;
  • agevolare l’acquisizione di beni ammortizzabili;
  • incrementare genericamente il patrimonio netto dell’azienda.

Di seguito l’indice del documento:

  • Definizioni
  • Contributi in conto esercizio
    • Aspetti civilistici-contabili
    • Aspetti fiscali
  • Contributi in conto capitale
    • Aspetti civilistici-contabili
    • Aspetti fiscali
  • Contributi in conto impianti
    • Aspetti civilistici-contabili
    • Aspetti fiscali
  • Contributi misti

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Covid-19: Unit-linked, benefici al sicuro se l’assicuratore rischia

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Le polizze unit linked sono uno strumento di protezione del patrimonio, quindi ci si può attendere un incremento del loro impiego nei prossimi mesi di crisi finanziaria. Diventa però fondamentale un requisito: per garantire i principali benefici (esclusione sia da azioni esecutive e cautelari sia dall’imposta di successione) occorre che sia pacifico il loro inquadramento tra i prodotti assicurativi-previdenziali, sia pure nella consapevolezza che questi strumenti hanno sempre e comunque una componente finanziaria…

FOCUS: 10 anni di sentenze

1. Prevalenza della componente finanziaria

  • Una polizza senza garanzia di restituzione di quanto versato o di un rendimento minimo è un prodotto finanziario (Cassazione, 6061/2012).
  • L’assenza di garanzie per il sottoscrittore depone a favore della natura finanziaria dell’investimento (tra le altre, Tribunale di Venezia 24 giugno 2010, Tribunale di Parma 4 novembre 2011 e Tribunale di Bologna 28 aprile 2015).
  • La causa prevalente del negozio pare finanziaria: la polizza vita sembra avere solo lo scopo di individuare i momenti in cui l’assicuratore dovrà effettuare il rimborso (Tribunale di Torino del 17 marzo 2016)

2. Prevalenza della componente assicurativa

  • Se si prevede quantomeno un capitale minimo garantito non rileva più il collegamento a un sottostante finanziario (Tribunale di Viterbo 3 aprile 2015).
  • Le polizze unit linked, pur avendo un’elevata componente finanziaria, restano prodotti assicurativi (Tribunale di Roma sentenza 2 maggio 2012, Tribunale di Cassino del 13 dicembre 2010, Tribunale di Mantova del 15 gennaio 2013).
  • Un prodotto assicurativo può assumere legittimamente una componente quasi solo finanziara, senza che venga meno la meritevolezza degli interessi sottesi (Tribunale di Mantova del 15 giugno 2016)

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