Tag : Telefisco

Primo Ceppellini all’edizione speciale di Telefisco “Obiettivo rilancio”

Primo Ceppellini partecipa come relatore all’edizione speciale di Telefisco “Obiettivo rilancio” de Il Sole 24 Ore che si terrà il 21 luglio 2020.

Nella sua relazione tratterà il tema delle misure per la ripresa. Potete trovare il programma completo al seguente link.

Per iscrizioni, consultare la pagina dell’evento sul portale del Sole 24 Ore.

 

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Roberto Lugano all’edizione speciale di Telefisco

Roberto Lugano partecipa come relatore all’edizione speciale di Telefisco “Obiettivo rilancio” de Il Sole 24 Ore che si terrà il 23 giugno 2020.

Nella sua relazione si occuperà del tema della ricapitalizzazione delle imprese dopo le norme del decreto legge 34/2020. Potete trovare il programma completo al seguente link.

Per iscrizioni, consultare la pagina dell’evento sul portale del Sole 24 Ore. L’iscrizione è gratuita fino a esaurimento posti.

La partecipazione è in corso di accreditamento ai fini della formazione obbligatoria per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

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Tax & Legal News – 4/2020

Iper ammortamenti, conferimento di partecipazioni e patto di famiglia. Sono alcuni degli argomenti che trovate nel nuovo numero di Tax & Legal News, la newsletter di informazione fiscale e tributaria curata dei professionisti Cla Consulting. L’ultimo numero è consultabile liberamente, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito.

Ecco l’indice completo:

Legislazione

  • Appalti: le Entrate approvano il certificato che esonera dagli obblighi

Interpretazioni

  • Sono deducibili i compensi all’amministratore unico di Srl unipersonale
  • Iper ammortamenti: le risposte di Telefisco 2020
  • Brexit senza effetti in dogana per tutto il 2020
  • Conferimento di partecipazioni e patto di famiglia al vaglio delle Entrate
  • La plusvalenza sul marchio non iscritto all’attivo è rateizzabile
  • Gli intermediari finanziari che effettuano locazione operativa non fruiscono dell’iper ammortamento

Giurisprudenza

  • La revocabilità della scissione non contrasta con il diritto comunitario
  • Terreni: la cessione inferiore al valore di perizia non fa decadere dall’affrancamento
  • La rinuncia del socio fa scattare l’incasso giuridico
  • L’abitazione del legale rappresentante in Italia può essere stabile organizzazione

Dottrina

  • Per l’Assonime il nuovo revisore delle Srl opera dal 2020
  • Dal Notariato di Milano tre nuove massime sui diritti specifici dei soci

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Acconto nel 2018, consegna nel 2020, disciplina 2019

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

A Telefisco sono arrivate alcune interessanti risposte da Agenzia delle Entrate e Mise riguardanti le agevolazioni per gli investimenti 2020 che di seguito sintetizziamo.

Iperammortamento

Il primo chiarimento riguarda l’agevolazione fruibile nel caso di un bene che, a fronte di un ordine accettato con acconto del 20% nel dicembre 2018, viene consegnato nel 2020. Si conferma che la “prenotazione” effettuata entro il 31 dicembre 2018 consente di rientrare nella proroga della legge di Bilancio 2019 e quindi di accedere all’iper ammortamento, a condizione che l’investimento venga “effettuato” entro il 31 dicembre 2020 e con le regole e le condizioni previste per il 2019 (quindi con percentuali di maggiorazione a “scaglioni” e un limite massimo di investimenti agevolabili di 20 milioni di euro).

Interconnessione e credito d’imposta

Il caso sottoposto è quello di un bene dell’allegato A (investimento generico) acquistato ed entrato in funzione nel corso del 2020 e poi interconnesso nel 2021…

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Primo Ceppellini e Roberto Lugano relatori a Telefisco 2020

Giovedì 30 gennaio i partner fondatori di CLA Consulting parteciperanno come relatori alla manifestazione Telefisco 2020 il convegno annuale de L’esperto risponde-Il Sole 24 Ore dedicato alle novità fiscali 2020. Primo Ceppellini tratterà il tema “Le regole per i nuovi crediti d’imposta su investimenti, attività di ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica”. Roberto Lugano il tema “Il bonus per le aggregazioni e le novità per le auto aziendali”.

Il convegno può essere seguito in una delle sedi attive in tutta Italia oppure in streaming via internet (in diretta o in differita). Consulta il programma completo e iscriviti all’evento sul sito di Telefisco 2020 (link)

CLA a Telefisco 2020: bonus per investimenti e aggregazioni

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Il Sole 24 Ore

Investimenti con bonus documentato

Le norme che hanno introdotto il credito d’imposta per gli investimenti 2020 in beni strumentali nuovi prevedono una serie di adempimenti formali da parte dei soggetti beneficiari che è bene riepilogare in quanto vi sono alcune novità importanti. In primo luogo le imprese dovranno conservare la documentazione che dimostra l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. Si tratta di un adempimento che deve essere osservato con attenzione dai beneficiari del credito d’imposta in quanto la norma prevede, in caso di mancato rispetto, la decadenza dall’agevolazione

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Aggregazioni: nuove misure poco incisive

L’agevolazione fiscale per l’aggregazione delle imprese non è certo una novità, visto che è giunta alla sua terza edizione: i precedenti provvedimenti sono del 2006 e del 2009. La prima domanda da porsi riguarda proprio questo aspetto: è possibile che l’unica forma di incentivo sia questa, e che in tre lustri non si sia riusciti ad elaborare qualche misura più efficace? È indubbio, infatti, che ben pochi soggetti siano stati spinti in passato ad aumentare le dimensioni del proprio business solo dal riconoscimento gratuito dei maggiori valori risultanti da una fusione, da una scissione o da un conferimento

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Nel Tuir la versione alleggerita della normativa Cfc

TUIR 2019

In libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Dal 2019 la disciplina delle controllate estere ha trovato una formulazione semplificata: viene stabilito un unico criterio per individuare i paradisi fiscali, e anche la causa di possibile esclusione del regime è diventata unica per tutte le situazioni.

L’articolo 167 del Tuir è stato completamente riscritto dall’articolo 4 del Dlgs 142/2018.

A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2018 (ovvero, nella generalità dei casi, a partire dal periodo d’imposta 2019):

  • non esiste più il riferimento a una specifica «black list» per individuare i paradisi fiscali;
  • la disciplina delle controlled foreign companies può essere disapplicata nell’ipotesi di svolgimento di un’attività economica effettiva da parte della società estera nello Stato o territorio estero, mediante l’impiego di personale, attrezzature, altre attività e locali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, l’obbligo di applicare la normativa opera al verificarsi di entrambe le seguenti condizioni:

  • a) l’impresa estera controllata è soggetta a una tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana;
  • b) oltre un terzo dei proventi realizzati dall’impresa estera controllata sono classificabili come «passive income».

Ai fini della verifica della prima condizione è necessario confrontare il tax rate «effettivo» estero con il tax rate «virtuale» domestico; nel corso di Telefisco 2019, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel calcolo del tax rate «virtuale» interno, è necessario considerare esclusivamente l’Ires e non anche l’Irap.

Per la verifica della seconda condizione, sono considerati passive income:

  1. interessi e gli altri redditi finanziari;
  2. canoni o i redditi da proprietà intellettuale;
  3. dividendi e i redditi derivanti dalla cessione di partecipazioni;
  4. redditi da leasing finanziario;
  5. redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;
  6. proventi derivanti da compravendita di beni infragruppo a basso valore aggiunto;
  7. proventi da prestazioni di servizi infragruppo a basso valore aggiunto.

L’articolo 167, comma 5, del Tuir prevede la possibilità di disapplicare la disciplina Cfc.

Nello specifico, la tassazione per trasparenza è inapplicabile nel caso in cui il soggetto controllante residente sia in grado di dimostrare l’esercizio di un’attività economica effettiva da parte del soggetto controllato non residente mediante impiego di personale, attrezzature, attivi e locali. A titolo esemplificativo, alla luce del nuovo testo, anche una holding, qualora dovesse esercitare concretamente l’attività di direzione e coordinamento di un gruppo, essendo dotata di organi con le competenze e i poteri necessari per disegnare le strategie e fornire al gruppo i servizi comuni, potrebbe considerare superato il test per l’esimente.

La dimostrazione del soddisfacimento di questa causa esimente può avvenire, a scelta del contribuente:

  • in via preventiva, mediante presentazione di apposito interpello ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b) della legge 212/2000;
  • successivamente, in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

 

Per approfondire: Testo unico delle imposte sui redditi 2019, di Ceppellini Lugano & Associati; in libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Interessi passivi con il vecchio plafond di Rol

La nuova disposizione che ha modificato le regole di deducibilità degli interessi passivi per i soggetti Ires, a partire dal 2019, ha iniziato ad avere le prime risposte ufficiali. Due sono arrivate durante Telefisco 2019 mentre, con riferimento alla disciplina di coordinamento tra vecchio e nuovo regime, sono state fornite alcune delucidazioni in un’interrogazione parlamentare del 30 gennaio. Sintetizziamo, allora, tutti i chiarimenti forniti.

Partiamo dalle risposte Telefisco. La nuova disposizione ha evidenziato che gli interessi, attivi e passivi, che rilevano sono quelli qualificati come tali dai principi contabili adottati dall’impresa. Tuttavia, risulta necessario che la qualificazione contabile in termini di interessi sia confermata anche dalla disciplina fiscale di riferimento. Pertanto, un componente di conto economico qualificato dai principi contabili quale interesse ha la necessità di essere considerato come tale anche dai decreti fiscali di attuazione della derivazione rafforzata.

In quest’ottica è stata fornita una duplice conferma: nel caso di «microimprese» che determinano il reddito imponibile Ires secondo il principio della derivazione giuridica semplice, l’eventuale applicazione facoltativa del costo ammortizzato non assume alcuna rilevanza ai sensi della normativa in esame. L’Agenzia ha considerato che, per le microimprese, gli eventuali interessi passivi contabili risultanti in bilancio, a seguito applicazione del costo ammortizzato, non sono qualificati e classificati come tali in ambito fiscale.

Di conseguenza, gli stessi, non essendo interessi da un punto di vista fiscale, non rientrano nella disciplina di cui all’articolo 96 del Testo unico; nel caso di soggetti che redigono il bilancio in forma abbreviata i quali, avendo la facoltà di non utilizzare il criterio del costo ammortizzato per la valutazione dei crediti e dei debiti, decidono in tal senso (quindi per la non applicazione di tale principio), la mancata emersione contabile degli interessi avrà la conseguenza di evitare l’applicazione dell’articolo 96 del Testo unico…

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