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Tax & Legal News – 13/2020

Dalle Entrate i chiarimenti per la richiesta del contributo a fondo perduto, Le indicazioni operative sul bonus facciate, Dal notariato di Milano una massima sulla riduzione del capitale per perdite. Sono alcuni degli argomenti che trovate nel nuovo numero di Tax & Legal News, la newsletter di informazione fiscale e tributaria curata dei professionisti Cla Consulting. L’ultimo numero è consultabile liberamente, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito.

Ecco l’indice completo:

Legislazione

  • Fondo perduto: approvati istanza e istruzioni

Interpretazioni

  • Dalle Entrate i chiarimenti per la richiesta del contributo a fondo perduto
  • Sempre più chiara l’applicazione dell’articolo 177 del Tuir
  • Le indicazioni operative sul bonus facciate

Giurisprudenza

  • Amministratori: l’accettazione di carica è un atto negoziale distinto dalla delibera di nomina
  • Illegittimo l’accertamento immobiliare basato esclusivamente sui valori OMI

Dottrina

  • Azioni speciali: tetto massimo all’utile e azioni auto – estinguibili
  • Dal notariato di Milano una massima sulla riduzione del capitale per perdite

 

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Manuale TUIR: disponibile l’edizione 2020

Il Sole 24 Ore ha pubblicato la 25^ edizione del volume dedicato al TUIR, a cura di CLA Ceppellini Lugano & Associati.

Il testo commenta articolo per articolo il D.P.R. 917/1986, in modo approfondito con un’esposizione chiara che privilegia l’applicazione concreta delle norme.

La venticinquesima edizione tiene conto delle novità che si sono susseguite nell’ultimo anno, comprese le misure sui crediti di imposta per gli investimenti e per le spese di ricerca e sviluppo, le novità procedurali per il patent box, il bonus per le operazioni di aggregazione aziendale.

Il testo è stato aggiornato per tenere conto non solo delle modifiche normative, ma anche dei molteplici interventi della prassi e della giurisprudenza sulle modalità di determinazione del reddito ai fini Irpef e Ires. Il commento alle norme sulle operazioni straordinarie è aggiornato con le numerose risposte agli interpelli dei contribuenti che sono state pubblicate a partire dal settembre 2018.

Il libro è acquistabile anche sul portale del gruppo editoriale 24 Ore (link).

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Trasformazione in s.r.l. e abuso del diritto

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: IPSOA Quotidiano

Con la trasformazione progressiva – da società di persone a società di capitali – si passa dalla tassazione IRPEF a quella IRES, con applicazione diversificata di alcune norme del TUIR, tra cui quelle relative alla participation exemption. Su queste considerazioni di base si fondano, in determinate circostanze, le contestazioni di abuso del diritto sollevate dall’Amministrazione finanziaria con riguardo ai comportamenti delle società che pongono in essere una trasformazione di questo tipo e successivamente realizzano plusvalenze. L’orientamento, peraltro non omogeneo, dell’Agenzia delle Entrate si presta ad alcune osservazioni. La trasformazione progressiva, ovvero da società di persone a società di capitali, comporta il passaggio dalla tassazione IRPEF (con le aliquote dei soci) a quella IRES (al 24%), nonché l’applicazione diversificata di alcune norme del TUIR. Tra queste, spicca la diversa misura di esenzione sulle plusvalenze realizzate su cessione di partecipazioni (PEX), in quanto mentre per le società di persone la quota esente è pari al 41,86%, per le società di capitali la misura dell’esenzione è del 95%. Queste considerazioni di base sono gli elementi su cui si fondano, in determinate circostanze, contestazioni ai comportamenti delle società che pongono in essere una trasformazione di questo tipo e successivamente realizzano plusvalenze. L’orientamento dell’Agenzia delle Entrate non è tuttavia omogeneo, e si presta ad alcune osservazioni di approfondimento…

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Conferimenti di partecipazioni: art. 175 e 177 del TUIR

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: IPSOA Quotidiano

La recente possibilità di effettuare in regime di neutralità fiscale anche conferimenti di partecipazioni di minoranza ha portato a una sempre maggiore sovrapposizione tra l’art. 177 e l’art. 175 del TUIR. La possibile identità riguarda i casi in cui il soggetto conferente è una impresa: la prima disposizione, infatti, può essere applicata da tutti i soggetti, anche non imprenditori; la seconda, invece, riguarda solo i conferenti in regime di impresa. Se, dunque, le partecipazioni sono detenute da una impresa, vi sono casi in cui occorre confrontare le due norme per valutare quale applicare: la scelta effettuata dovrebbe risultare in modo univoco e, in tal senso, sarebbe opportuna una chiara indicazione nell’atto notarile di conferimento…

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Nel Tuir la versione alleggerita della normativa Cfc

TUIR 2019

In libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Dal 2019 la disciplina delle controllate estere ha trovato una formulazione semplificata: viene stabilito un unico criterio per individuare i paradisi fiscali, e anche la causa di possibile esclusione del regime è diventata unica per tutte le situazioni.

L’articolo 167 del Tuir è stato completamente riscritto dall’articolo 4 del Dlgs 142/2018.

A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31 dicembre 2018 (ovvero, nella generalità dei casi, a partire dal periodo d’imposta 2019):

  • non esiste più il riferimento a una specifica «black list» per individuare i paradisi fiscali;
  • la disciplina delle controlled foreign companies può essere disapplicata nell’ipotesi di svolgimento di un’attività economica effettiva da parte della società estera nello Stato o territorio estero, mediante l’impiego di personale, attrezzature, altre attività e locali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, l’obbligo di applicare la normativa opera al verificarsi di entrambe le seguenti condizioni:

  • a) l’impresa estera controllata è soggetta a una tassazione effettiva inferiore alla metà di quella italiana;
  • b) oltre un terzo dei proventi realizzati dall’impresa estera controllata sono classificabili come «passive income».

Ai fini della verifica della prima condizione è necessario confrontare il tax rate «effettivo» estero con il tax rate «virtuale» domestico; nel corso di Telefisco 2019, l’agenzia delle Entrate ha chiarito che, nel calcolo del tax rate «virtuale» interno, è necessario considerare esclusivamente l’Ires e non anche l’Irap.

Per la verifica della seconda condizione, sono considerati passive income:

  1. interessi e gli altri redditi finanziari;
  2. canoni o i redditi da proprietà intellettuale;
  3. dividendi e i redditi derivanti dalla cessione di partecipazioni;
  4. redditi da leasing finanziario;
  5. redditi da attività assicurativa, bancaria e altre attività finanziarie;
  6. proventi derivanti da compravendita di beni infragruppo a basso valore aggiunto;
  7. proventi da prestazioni di servizi infragruppo a basso valore aggiunto.

L’articolo 167, comma 5, del Tuir prevede la possibilità di disapplicare la disciplina Cfc.

Nello specifico, la tassazione per trasparenza è inapplicabile nel caso in cui il soggetto controllante residente sia in grado di dimostrare l’esercizio di un’attività economica effettiva da parte del soggetto controllato non residente mediante impiego di personale, attrezzature, attivi e locali. A titolo esemplificativo, alla luce del nuovo testo, anche una holding, qualora dovesse esercitare concretamente l’attività di direzione e coordinamento di un gruppo, essendo dotata di organi con le competenze e i poteri necessari per disegnare le strategie e fornire al gruppo i servizi comuni, potrebbe considerare superato il test per l’esimente.

La dimostrazione del soddisfacimento di questa causa esimente può avvenire, a scelta del contribuente:

  • in via preventiva, mediante presentazione di apposito interpello ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b) della legge 212/2000;
  • successivamente, in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

 

Per approfondire: Testo unico delle imposte sui redditi 2019, di Ceppellini Lugano & Associati; in libreria e su shopping24.ilsole24ore.com

Problematiche elusive nel conferimento di partecipazioni

Autori: Primo Ceppellini e Roberto Lugano
Testata: Corriere Tributario

Le disposizioni che regolano il conferimento di partecipazioni, dettate dall’art. 177 del T.U.I.R., sono di particolare rilievo in quanto permettono diverse operazioni di ristrutturazione societaria, e segnatamente quelle di creazione di società holding, sfruttando la possibilità, consentita dalla norma, di evitare l’ordinaria imposizione fiscale di un conferimento realizzativo.

L’applicazione di questa disposizione, nell’ambito della sua declinazione pratica, ha sollevato diversi dubbi, molti dei quali hanno però trovato risposta nel susseguirsi di interventi di prassi dell’Amministrazione finanziaria. Alcuni chiarimenti significativi sono arrivati anche con risposte ad interpelli presentati da contribuenti, tuttavia, essendo stati forniti prima della costituzione dell’archivio generale degli interpelli in consultazione sul sito dell’Agenzia delle entrate, potrebbe non essere facile il loro reperimento.

Occorre rilevare che, proprio in sede di risposta ad uno specifico interpello, l’Agenzia è intervenuta (risposta n. 30 dell’8 ottobre 2018) per precisare che l’utilizzo dell’art. 177 del T.U.I.R. può essere considerato elusivo laddove la norma sia applicata nell’ambito di una operazione complessa volta a consentire ad un socio di minoranza di fruire del beneficio fiscale della neutralità. Questo tema ha suscitato diverse preoccupazioni (e critiche) tra gli operatori per cui, più in generale, il tema dell’abuso del diritto collegato ad operazioni di conferimento di partecipazioni merita una riflessione ulteriore, soprattutto nelle operazioni complesse che prevedono una combinazione di istituti giuridici.

L’obiettivo di questo intervento è quindi quello di evidenziare preliminarmente le tematiche di maggior interesse che emergono nell’ambito dei conferimenti di partecipazioni ai sensi dell’art. 177 del T.U.I.R. ricordando e commentando, per ciascun punto, i chiarimenti più importanti forniti dalle autorità fiscali.

Di seguito, dopo una breve introduzione del tema, verranno analizzati i seguenti aspetti:

  • la possibilità di fruire della norma quando esistono già rapporti partecipativi tra i soggetti interessati dall’operazione;
  • la possibilità di conferire partecipazioni di entità diversa, purché in un unico atto, in neutralità;
  • le regole di contabilizzazione delle partecipazioni ricevute da parte della conferitaria.

Nella parte conclusiva, affronteremo invece l’aspetto critico posto in evidenza nella risposta n. 30/2018, e cioè i possibili rischi di contestazione basati sulla norma dell’abuso del diritto evidenziando sia i limiti della tesi delle Entrate sia le argomentazioni che porterebbero ad una diversa interpretazione.

 

Le nuove holding industriali e gli adempimenti connessi

L’articolo 12 del D.Lgs. 29 novembre 2018 n. 142 (in recepimento della Direttiva 2016/1164 – c.d. Direttiva ATAD 1 – di contrasto all’elusione fiscale) ha introdotto nel TUIR il nuovo articolo 162-bis che fornisce (ai fini IRES e IRAP) la nuova definizione dei soggetti che operano nel settore finanziario, tra le quali sono ricomprese le holding industriali. È questo il Tema del mese di maggio 2019, l’approfondimento a cura dei professionisti Cla Consulting che si può consultare integralmente (come tutti gli arretrati) nella sezione dedicata del nostro sito.

Il novellato articolo 162-bis suddivide i soggetti che operano nel settore finanziario in tre macro categorie, ovvero:

  • gli “intermediari finanziari”;
  • le “società di partecipazione finanziaria”;
  • le “società di partecipazione non finanziaria”.

Ai fini della possibilità di classificare le holding industriali tra le “società di partecipazione non finanziaria”, il nuovo articolo 162-bis del TUIR attribuisce rilevanza esclusiva al solo parametro patrimoniale. Devono farsi rientrare in questa categoria i soggetti che:

  • esercitano in via prevalente o esclusiva l’attività di assunzione di partecipazioni in soggetti diversi dagli intermediari finanziari;
  • svolgono attività finanziarie non nei confronti del pubblico.

Il nuovo articolo ha il pregio di definire chiaramente i requisiti da soddisfare per poter classificare le società tra le “holding industriali”. Per essere ricomprese in questa categoria l’attivo patrimoniale deve essere costituito da

  • assunzione di partecipazioni ed altri elementi patrimoniali in soggetti diversi dagli intermediari finanziari
  • in misura superiore al 50%.

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La scissione: aspetti fiscali – agg. 31/03/2019

Gli aspetti fiscali relativi all’operazione di scissione sono disciplinati dall’articolo 173 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR). La norma fa riferimento in particolare: alla neutralità dell’operazione (in capo alla società e ai soci); al trattamento delle posizioni soggettive della società scissa; alle modalità di ripartizione delle riserve tra le società partecipanti; alla retroattività fiscale dell’operazione; agli obblighi ed agli adempimenti tributari in capo alle società partecipanti.

È questo il tema che viene approfondito nel nuovo Strumento mensile disponibile, insieme a tutti gli arretrati, nella sezione dedicata del nostro sito. Questo aggiornamento a cura dei professionisti CLA Consulting tiene conto di tutte le novità normative intervenute in materia fino alla risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello n. 53 del 13/02/2019

Ecco l’indice completo del documento.

1. Imposte dirette

  1. Neutralità della scissione
    1. Neutralità in capo alle società partecipanti
    2. Neutralità in capo ai soci
  2. L’affrancamento del disavanzo da scissione
    1. L’imposta sostitutiva sui disallineamenti tra i valori civili e fiscali dei beni ricevuti dalla società scissa
    2. Il riallineamento delle attività immateriali e delle altre attività
    3. Il bonus aggregazioni previsto dal Decreto Crescita
  3. Le posizioni soggettive della società scissa
  4. Il trattamento dei fondi
    1. Fondi di accantonamento della società scissa
    2. Riserve di utili
    3. Riserve in sospensione d’imposta
  5. Le perdite fiscali
  6. Retroattività della scissione
  7. La scissione senza effetti retroattivi
  8. Obblighi e adempimenti tributari
    1. Dichiarazione dei redditi e versamenti
    2. Dichiarazioni e versamenti ai fini IRAP
    3. Dichiarazioni dei sostituti d’imposta e versamenti delle ritenute
  9. La responsabilità solidale delle società partecipanti
  10. Gli effetti fiscali della scissione sul costo della partecipazione dei soci
  11. Gli effetti della scissione sul regime di consolidato fiscale
    1. Scissioni che non interrompono la tassazione di gruppo
    2. Scissioni che interrompono la tassazione di gruppo

2. Le imposte indirette

3. Le scissioni transfrontaliere

  1. Il regime fiscale applicabile alle scissioni transfrontaliere
  2. Le perdite fiscali
  3. Le riserve in sospensione d’imposta

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Tuir 2017

È stato pubblicato dal Sole 24 Ore il “Testo unico delle imposte sui redditi 2017: il volume che annualmente analizza articolo per articolo il Dpr 917/86 (Tuir) alla luce della continua evoluzione normativa. Questa 22^ edizione presenta notevoli aggiornamenti nei contenuti rispetto agli anni precedenti. Nel corso del 2016 e nei primi mesi del 2017 sono intervenute numerose novità: dall’introduzione di incentivi e regimi alternativi di tassazione, al cambiamento della determinazione dell’imponibile per determinati soggetti.

Iper-ammortamenti e Iri.

La legge di Bilancio 2017 ha prorogato la maggiorazione del 40% per l’ammortamento dei beni strumentali nuovi e introdotto iper-ammortamenti sugli investimenti tecnologici per il progetto industria 4.0. Per le imprese in contabilità semplificata inoltre è stata modificata la regola di determinazione del reddito, che diventa analogo a quello in vigore per i lavoratori autonomi. È poi stata introdotta l’Iri, ovvero l’imposta sul reddito di impresa, che permetterà ai soggetti Irpef di pagare un’imposta in misura fissa sul risultato dell’impresa.

Nuove regole di bilancio.

La modifica normativa che ha inciso maggiormente sul Tuir, tuttavia, è l’introduzione di una valenza fiscale all’applicazione delle nuove regole di formazione dei bilanci. Le novità introdotte col decreto legge 244/2016 hanno infatti reso applicabile il principio di derivazione rafforzata anche alle imprese che redigono i bilanci seguendo i principi contabili nazionali. Ciò ha reso necessario un corposo e mirato intervento sulle norme del Tuir per renderle compatibile con il nuovo sistema di collegamento tra utile di bilancio e reddito imponibile.

Altri tipi di reddito.

Questa edizione 2017 del testo unico approfondisce tutte queste variazioni, così come quelle che hanno interessato i soggetti che dichiarano altri tipi di reddito. Come di consueto sono poi stati aggiornati i riferimenti dei documenti interpretativi e della giurisprudenza che nell’ultimo anno si sono occupati di questioni relative alle imposte sul reddito.